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Legno: in montagna su sfrutta solo il 15 per cento della risorsa

Tra una settimana la delegazione Confindustria di Tolmezzo elegerrà il nuovo presidente, che sostituisce Federico Gollino. "Le aziende in montagna hanno contenuto lo spopolamento, ma bisogna investire nelle infrastrutture"

La prossima settimana la Delegazione di Tolmezzo di Confindustria Udine eleggerà il suo nuovo capodelegazione che subentrerà a Federico Gollino, giunto alla scadenza del suo secondo mandato biennale.  Ed è proprio Gollino a consegnare al suo futuro successore il patrimonio di azioni, iniziative e contatti che ha caratterizzato la Delegazione in questi quattro anni di intensa attività.
 
Qui nella montagna friulana – evidenzia Gollino - si è oramai stabilizzato uno zoccolo duro di aziende che, ruotando attorno alle grandi cartiere e a significative e dinamiche aziende che operano nei settori del legno e della meccanica, ha permesso di contenere lo spopolamento dell’area e dare opportunità di sviluppo e benessere alla nostra comunità. E’ questo – aggiunge Gollino - un patrimonio da non disperdere, anzi – e le condizioni ci sono tutte –. possibilmente da valorizzare e da potenziare anche in più direzioni. Penso alle risorse naturali di cui la montagna dispone - bosco-legno, acqua, marmo/ghiaia e turismo –, penso all’impulso che si potrebbe avere investendo nelle infrastrutture viarie ma anche quelle immateriali (vedasi, banda larga ed eliminazione del digital divide); penso ai tanti giovani che aspettano solo un segnale per credere in una realizzazione professionale anche nelle nostre valli”.
 

Il pensiero del capodelegazione corre soprattutto alla risorsa prima, il bosco: su una disponibilità in Regione, di circa un milione di incremento annuo di legname nei boschi di produzione, si sfrutta solamente il 15% del potenziale, cioè 150mila mc, a fronte di una necessità del territorio regionale di tre milioni di mc. “Le aziende – ha ripetuto il capodelegazione – non potranno mai crescere e svilupparsi se non si accresce la loro redditività; allo stesso tempo il bosco non diventa redditizio se non si permette una maggiore meccanizzazione del suo utilizzo. Da qui la richiesta di un miglioramento della viabilità forestale e, soprattutto, l’invito ai principali proprietari dei terreni, tra cui la Regione e i Comuni, di permettere un maggiore utilizzo delle rispettive proprietà boschive”.
 

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