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Martedì, 7 Dicembre 2021
Economia Centro / Via del Pozzo

Artigianato, ripartono le assunzioni e le banche fanno di nuovo credito

Il presidente Graziano Tilatti: «Grazie a quegli istituti che hanno mantenuto il legame con il territorio e non con l'algoritmo». Il saldo tra aperture e chiusure è ancora leggermente negativo

In provincia di Udine nel 2018 hanno aperto quasi tre imprese e mezza al giorno. Sono in totale 774, considerando i primi 11 mesi dell’anno. Rispetto alle 3 del 2016, quando la natalità delle imprese artigiane ha toccato il minimo dal 2000, c’è stato un balzo in avanti di oltre tredici punti percentuali.  Possono sembrare pochi, ma in realtà rappresentano il segnale che il mondo artigiano attendeva. Se da un lato, infatti, in questi ultimi anni la mortalità delle imprese non si è mai arrestata, specie tra le aziende più piccole dove la crisi ha fatto maggiore selezione, dall’altro si era assistito a una frenata delle aperture. «Colpa della congiuntura economica, di un Paese che non agevola l’imprenditoria e da una generale sfiducia. L’aumento che oggi salutiamo - ha dichiarato il presidente di Confartigianato-Imprese Udine, Graziano Tilatti, presentando il report realizzato dall’Ufficio studi dell’associazione di categoria sul 2018 delle imprese artigiane in provincia di Udine - è quindi il segno che qualcosa sta cambiando, che si torna ad aprir bottega, non ancora abbastanza da assorbire il dato sempre alto della mortalità, ma nemmeno poi tanto lontano». A presentare i dati è stato il responsabile dell’Ufficio studi di Confartigianato Udine, Nicola Serio, nel corso di una conferenza stampa cui hanno partecipato oltre a Tilatti anche i vicepresidenti Edgarda Fiorini e Giusto Maurig, la presidente del Movimento Donne Impresa, Filomena Avolio, e il vicesegretario dell’associazione Salvatore Cane

Imprese e lavoratori?

A fine settembre erano rispettivamente 13.930 le imprese artigiane attive in provincia di Udine, con 33.390. Le prime erano calate rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente di 65 unità (13.995 a fine settembre 2017), al contrario degli addetti che regalano una sorpresa: nonostante il leggero calo dello stock delle imprese, le maestranze sono infatti aumentate del +1,1per cento, 347 in valore assoluto. «Significa - ha spiegato il presidente Tilatti - che se da un lato le piccole aziende, quelle con uno o due addetti, continuano a soffrire, le imprese più strutturate, dopo aver stretto i denti gli anni scorsi, non di rado chiedendo anche più di qualche sacrificio ai propri dipendenti, oggi sono tornate ad assumere». Impresa peraltro non facile, data la perdurante difficoltà di trovare sul mercato del lavoro le figure professionali più ricercate.

?Settori: chi sale, chi scende

Nel 2018 ci sono stati soprattutto due settori che dopo lunghe difficoltà hanno segnato l’inversione di tendenza. Si tratta degli impiantisti e delle imprese attive nel comparto moda. In entrambi i casi si tratta di settori in calo dal 2009 che dunque, dopo 10 anni di segni meno, tornano finalmente a vedere la luce. Resta invece ancora lontana per le imprese di autoriparazioni, quelle della comunicazione e dei servizi innovativi, il settore artistico, i trasporti e la logistica, le manifatture-subforniture e il legno-arredo (pur in miglioramento). ?

Edilizia

Segno meno anche per le costruzioni tra le file degli artigiani, ma il comparto merita un cenno a parte. Allargando il campo dalle imprese artigiane alle più strutturate Pmi, il bilancio dell’anno diventa positivo. L’ufficio studi ha preso in considerazione i dati della Cassa edile di Udine relativamente ad aziende con dipendenti (contratto edilizia) e ha visto che le imprese sono cresciute (ancora una volta il dato è riferito al 30 settembre 2018 rispetto alla stessa data dell’anno precedente) di 25 unità (+3,5%) attestandosi a 743 imprese per un totale di 3.824 addetti, a loro volta aumentati di 350 unità, pari a ben il +10,1%).

Credito?

Dopo sette anni quasi ininterrotti in calo, a fine estate la variazione tendenziale (riferita cioè all’anno precedente) dei prestiti alle imprese della provincia di Udine è tornata positiva. Ad agosto 2018 l’aumento è stato del +1,5% rispetto allo stesso mese del 2017, a settembre del +2,2%. E le variazioni sono positive anche circoscrivendo il perimetro alle micro imprese fino a 5 addetti. «Un ringraziamento va alle banche che hanno mantenuto rapporti solidi con il territorio, e che ragionano con i legami e non con l'algoritmo - ha detto Tilatti - come le Bcc, Civibank e Credit Agricole».

I primatisti

Infine un cenno al saldo d’opinione sul fatturato estratto dalla XXV indagine congiunturale dell’artigianato in provincia sempre a cura dell’Ufficio studi di Confartigianato Udine. Quali sono le aziende con le migliori performance? Quelle che lavorano nella subfornitura a imprese produttrici (+18%), hanno sede nel Basso Friuli (+21%), sono Pmi artigiane (5 o più addetti) ed esportano (+25%). 
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