Commercialisti e architetti contrari al pos negli studi, favorevoli i medici

Le posizioni dei presidenti dei tre ordini professionali

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di UdineToday

I commercialisti udinesi sono contrari all'obbligo di installare il Pos negli studi, vale a dire il dispositivo elettronico che consente di ricevere pagamenti tramite bancomat e carte di credito, a tappeto per tutte le attività professionali. Entrerà in vigore il 28 marzo prossimo il decreto attuativo dell'obbligo introdotto dall'art.15 del D.L. 179/2012 Sviluppo Bis. Il Presidente dell'Ordine dei Commercialisti e degli Esperti Contabili di Udine Lorenzo Sirch precisa: "la finalità di contrastare l'evasione fiscale è senza dubbio condivisibile ma si dimentica che esiste già la tracciabilità delle transazioni per importi superiori ai mille euro, essendo vietato per tali importi il pagamento tramite denaro contante, e che la tracciabilità si può soddisfare anche tramite pagamento con assegno o bonifico bancario, non necessariamente con lo strumento del Pos".

"Inoltre la vera discriminante - prosegue il Presidente dei commercialisti Sirch - dovrebbe essere la tipologia di clientela: molti studi professionali hanno come clienti solo le imprese e in questo caso sarebbe assurdo obbligarli a dotarsi di uno strumento comunque oneroso che non verrebbe mai utilizzato."

Non si tratta dell'unica incongruenza derivante dal nuovo obbligo: "La nostra categoria - incalza Bernardino Pittino, Presidente dell'Ordine degli Architetti di Udine - già a settembre 2013 inviò al Ministero dello Sviluppo una nota per richiedere l'esclusione dall'obbligo di installazione del Pos considerato che i pagamenti anche minimi della nostra attività professionale sono normalmente superiori ai massimali medi delle carte di credito/pagamento e per questo riteniamo inutilizzabile lo strumento."
Favorevole invece Maurizio Rocco, Presidente dell'Ordine dei Medici di Udine secondo cui "il mondo della sanità, avendo come unico interlocutore finale le persone fisiche, considera l'introduzione obbligatoria del Pos anche negli studi medici come un servizio per il paziente, specie considerando che nelle strutture pubbliche da diversi anni è possibile pagare i ticket sanitari e le prestazioni in regime privatistico tramite Pos".

Sul fronte dei costi per l'installazione del Pos, si stima un importo di attivazione del servizio di circa cento euro a cui si aggiungono i costi di gestione mensili stimati intorno ai trenta euro oltre ad una commissione per ogni transizione che varia tra l'1% e il 3% secondo il circuito bancario, costi sicuramente soggetti a variazione in senso migliorativo o peggiorativo secondo gli accordi con il proprio Istituto di Credito di riferimento. Il Ministero dello Sviluppo nella bozza attuativa ha anticipato che l'obbligo si applica a tutte le transazioni superiori ai 30,00 euro, che fino al 30 giugno 2014 l'obbligo vale per le attività commerciali e professionali che abbiano un fatturato nell'anno precedente superiore ai 200.000,00 euro, che l'obbligo vale per le prestazioni rese esclusivamente a persone fisiche che agiscono per scopi privati ovvero consumatori, quindi non riguarderebbe le prestazioni rese ad imprese e professionisti. Un ulteriore decreto, emanato entro 90 giorni dalla data (28 marzo) di entrata in vigore del decreto n.24 gennaio del 27 gennaio 2014, individuerà eventuali nuove soglie e nuovi limiti di fatturato oltre quelli già fissati, e potrà disporre l'estensione degli obblighi ad altri strumenti di pagamento elettronici, anche con tecnologie mobili.

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