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Assegno unico, ancora una settimana per la domanda

Manca una settimana alla prima scadenza (ma gli arretrati non si perdono). Grazie alla nuova misura, e alla riforma dell'Irpef, alcune famiglie riceveranno quasi duemila euro in più su base annua

La nuova misura dell'"assegno unico" parte a marzo ma si potrà fare domanda entro giugno 2022 e non si perderanno, in questo modo, gli arretrati. L'importo che si ottiene è legato all'Isee ma se non si presenta si ha diritto comunque, facendo la domanda, all'importo minimo, ovvero 50 euro per ogni figlio. Se l'Isee è inferiore a 15mila euro, i figli minori sono tre e i genitori lavorano l'importo può arrivare a 700 euro al mese.

Assegno unico figli: domande entro il 28 febbraio

Manca una settimana alla prima scadenza del 28 febbraio per presentare domanda per avere subito l'importo, da marzo (ma gli arretrati non si perdono e nel caso di domanda presentate in seguito, arriveranno nei mesi successivi). A quella data bisogna aver rinnovato l'Isee. Non sarà necessario però allegare l'Isee alla domanda, perché è l'Inps a leggere direttamente i dati dalle banche dati attraverso il codice fiscale del minore a cui spetta il beneficio.

Una recente circolare dell'Inps era particolarmente attesa dai professionisti che lavorano in Caf e patronati, che si trovano a far fronte ai casi più disparati. Viene confermata ufficialmente la possibilità di fare domanda anche in assenza di Isee, avendo diritto così alla quota minima dell’assegno (ad esempio 50 euro per figlio minore, la stessa prevista per chi ha un Isee oltre i 40mila euro). Nessun dubbio su come si suddividono i soldi tra madre e padre del minore: "l’assegno è corrisposto dall’Inps ed è erogato al richiedente ovvero, a richiesta, anche successiva, in pari misura tra coloro che esercitano la responsabilità genitoriale". In pratica, il pagamento è effettuato in misura intera al genitore richiedente, se questi seleziona tale opzione nella domanda, ovvero, se questi seleziona la ripartizione in pari misura tra genitori, potrà inserire nel modello di domanda, oltre ai suoi dati di pagamento, anche quelli dell’altro genitore. I dati delle coordinate per il pagamento dell'altro genitore potranno essere forniti anche in un momento successivo e, in questo caso, il pagamento al 50% al secondo genitore ha effetto dal mese successivo a quello in cui la scelta è stata comunicata all’Inps. La modifica della ripartizione va effettuata accedendo alla domanda già presentata. Si può sempre andare a modificare la domanda online, in qualsiasi momento.

Il calendario

Il pagamento degli arretrati dell'assegno unico è garantito per tutti quelli che fanno domanda entro giugno. A partire da metà marzo, alle famiglie che ne hanno fatto richiesta, arriverà il primo assegno unico universale (Auu) per figli a carico. Verrà addebitato direttamente dal’Inps sul conto corrente indicato nella richiesta che va presentata a decorrere dal primo gennaio di ogni anno. Per le richieste depositate prima del primo marzo l’erogazione sarà immediata. Per quelle successive, l’assegno arriverà il mese seguente alla richiesta con recupero degli arretrati fino al 30 giugno. 

L'assegno unico viene pagato mensilmente, in base all’Indicatore della situazione economica equivalente (Isee) in corso di validità e riguarda tutte le famiglie (dipendenti, autonomi e disoccupati) con figli a carico: non assorbe né limita gli importi del bonus asilo nido, è compatibile con altre misure in denaro a favore dei figli a carico ed è compatibile con il Reddito di cittadinanza. 

Assegno unico e nuovo Irpef

Numeri e stime alla mano, il 77 per cento delle famiglie italiane avrà vantaggi rispetto a oggi.  La nuova misura andrà ad inglobare tutti i vari benefici dello stesso tipo già esistenti. Il sussidio economico verrà erogato in favore di chi ha figli, a partire dal settimo mese di gravidanza fino ai 21 anni di età. L'assegno unico, che entrerà in vigore all'inizio del mese prossimo, e la riforma dell'Irpef (solo un primo passo in vista della più ampia riforma fiscale che dovrà essere tracciata nella delega all'esame del Parlamento), che farà vedere i suoi frutti anche in questo caso a partire dalle buste paga di marzo, avranno un effetto combinato di ridistribuzione della ricchezza e di attenuazione delle disuguaglianze, sia tra fasce di reddito che tra aree territoriali. I maggiori benefici riguarderanno infatti le famiglie meno abbienti con figli, avvantaggiate soprattutto dall'assegno unico universale. Per loro, il beneficio supererà i 1.900 euro l'anno, con un'incidenza sul reddito di oltre l'11%. I dati emergono da un approfondito studio del Dipartimento delle Finanze del Ministero dell'Economia, che ha analizzato l'impatto delle due riforme, prese nel loro insieme, sulla platea di 22 milioni di famiglie interessate dalle novità di quest'anno, suddivise per tipologie. 

Secondo i calcoli del Dipartimento, 1,13 milioni di nuclei familiari che si trovano nel primo decimo di reddito equivalente, quelle appunto più vulnerabili economicamente, godranno di un beneficio medio pari a 1.935 euro l'anno, con un'incidenza sul reddito lordo dell'11,6%, in grandissima parte ascrivibile all'assegno unico. I benefici si riducono gradualmente per i nuclei dei decimi di reddito successivi, in pratica i più ricchi, scendendo in media fino a circa 500 euro.

Gli importi

L'assegno unico per ogni figlio arriva fino a 175 euro, che scenderà a 85 per i figli maggiorenni tra i 18 e i 21 anni. L'importo pieno andrà a chi ha un Isee (Indicatore della situazione economica equivalente) fino a 15mila euro. Per chi ha redditi superiori, l'assegno scenderà progressivamente, fino al minimo di 50 euro (25 per i figli maggiorenni) per Isee oltre 40mila o per chi non presenta la dichiarazione. Maggiorazioni previste in caso di figli disabili, giovani madri e famiglie numerose. Se entrambi i genitori lavorano e l’Isee è basso, inoltre, si avranno altri 30 euro in più, che si azzerano oltre i 40mila euro di Isee. Nel novero delle tutele entrano poi le giovani madri fino a 21 anni, che riceveranno circa 20 euro al mese in più.

Addio assegni familiari

Infine, un punto che deve essere ribadito: l'assegno unico per ogni figlio non è attivo in automatico, bisogna presentare domanda. Da marzo, inoltre, non saranno più erogati dal datore di lavoro in busta paga gli assegni per il nucleo familiare. È uno degli aiuti sostituiti dal nuovo assegno,e anche questa è una transizione che potrebbe generare malintesi con chi non fosse informato della novità. Per le aziende sono giorni molto caldi: le buste paga di marzo in molti casi si fanno nella prima metà del mese: ci sono grandi aziende, ma anche molti enti pubblici, che pagano già il 24 o 25. Consulenti e associazioni di categoria stanno suggerendo alle imprese di farsi rilasciare dai dipendenti una nuova dichiarazione sul numero e l’età dei figli a carico per mettersi al riparo da possibili errori e contestazioni future. 

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