Cafc: bilancio 2018, crescono tutti gli indicatori e il fatturato raggiunge i 65 milioni

Benigno:"Vantiamo un utile importante che viene impiegato per migliorare il servizio a beneficio dei cittadini e delle imprese"

Solidità ed efficienza a vantaggio della collettività. Indicatori tutti positivi e in crescita per Cafc, società leader nella gestione del Servizio idrico integrato in Fvg, il cui Bilancio 2018, approvato dall'Assemblea dei Soci, vede la crescita del 2,4% del fatturato pari a 65 milioni (+ 1,5 milioni rispetto all'anno precedente) e un'impennata del 23% degli investimenti in infrastrutture pari a oltre 19 milioni (ben 3 milioni in più del 2017) suddivisi tra 8 milioni per l'Acquedotto, 6 milioni 300 mila per la Fognatura e poco meno di 5 milioni per la Depurazione. 

Exploit investimenti

“Si tratta di dati finanziari che confermano la lungimiranza delle scelte strategiche adottate dal Cda e la solidità organizzativa mantenuta anche dopo l'ampliamento aziendale con l’ingresso della montagna ex Carniacque”, dichiara il presidente Salvatore Benigno
Il trend degli investimenti punta a sfondare quota 23 milioni nel 2019, con un deciso exploit: dai 13 milioni nel 2016 ai 17 milioni nel 2017 ai 19 dell'esercizio 2018. Il valore d'investimenti per abitante ammonta a 42 euro (rispetto ai 34 euro del dato relativo alle media nazionale), in lievitazione rispetto ai 35 euro dell'anno precedente e dei 34 euro del 2017. Grazie alla previsione per gli investimenti 2019, oltre 23 milioni, si arriverà a toccare i 48 euro ad abitante allineandosi così al target del Piano investimenti d’Ambito di 50 euro. L’applicazione del sistema tariffario ha inciso e continuerà ad incidere positivamente sugli investimenti realizzati dagli enti gestori. 

Utile di quasi 11 milioni

Come sempre Cafc reinvestirà gli utili pari a 10 milioni 700 mila euro  in investimenti. “Vantiamo un utile importante – commenta il Presidente Benigno – che viene impiegato per migliorare il servizio a beneficio dei cittadini e delle imprese; in questo modo centriamo elevati standard nella qualità dell’acqua erogata e depurata che ci rendono degni di essere fra le società maggiormente performanti a livello nazionale”. Non a caso il tasso di perdita sulla rete idrica per chilometro di rete gestita è sotto la media: 14,30 m3/km al giorno rispetto al valore soglia delle gestioni top di 15m3/km. Oltre 26 milioni il margine operativo lordo, mentre è di 15 milioni 500 mila il risultato operativo, al netto di ammortamenti e accantonamenti con un'incidenza sul fatturato del 18 %, in aumento rispetto all'esercizio dell'anno scorso.

Oltre 43 milioni di valore aggiunto pro territorio

I benefici sull'economia del nostro territorio si evidenziano dal dato di produzione di valore aggiunto pari a 43 milioni e mezzo con ricadute sul territorio per circa il 57% a vantaggio del sistema-imprese (25 milioni) di cui la maggior parte operanti in Fvg.  Sempre più numerosi i posti di lavoro generati nell’indotto, oltre a considerare il numero di fornitori coinvolti nelle attività sviluppate da Cafc – il cui portafoglio annovera 600 referenze di cui il 65% appartenenti al territorio regionale - con forniture complessive pari a 17 milioni di euro nel 2018. L'80 per cento degli appalti vengono aggiudicati da ditte locali. Il patrimonio netto è di 107 milioni e 290 mila euro; i principali indicatori di solidità patrimoniale rientrano nei parametri di efficienza delle Top Utility 100 a livello nazionale, a riprova dei livelli crescenti di marginalità economiche e della riduzione del debito. Un altro record segnato da Cafc, per quanto attiene gli indicatori di risultato non finanziari, è la gestione dei reclami degli utenti con tempi di gestione e risposta al di sotto dei valori soglia stabiliti dall'Autority nazionale: 7 giorni dal ricevimento dell'istanza rispetto ai 30 giorni. 

No alla Riforma del Sistema idrico

Gli indicatori positivi di Cafc supportano la ferma contrarietà all'ipotesi di riforma del Sistema idrico oggetto di una proposta di legge in discussione in Parlamento. Anche se alcuni principi della riforma sono condivisibili, come l'universalità dell'accesso all'acqua inteso quale bene pubblico, alcune impostazioni della legge sono dannose per il sistema. Se dovessero passare la  gestione e l'erogazione diretta in capo a Comuni o tramite Enti di diritto pubblico, con competenze in mano non più ad Autority indipendenti bensì al Ministero dell'Ambiente, ciò significherebbe mettere definitivamente in crisi la possibilità stessa di investire e di assicurare un'acqua potabile sicura, di qualità e a prezzi economici. “L'accentramento forzato da parte dello Stato dei servizi pubblici locali ha sempre comportato incremento dei costi, incremento della burocrazia con la conseguente impossibilità di garantire la qualità”, commenta il Presidente Benigno. L'obiettivo della proposta di legge viene già attuata dalle società a capitale pubblico 'in house providing' come Cafc, modello che, coniugando la gestione industriale del servizio con il forte controllo pubblico da parte dei Comuni soci -  si dimostra vincente ed efficiente. 
“Gestioni come le nostre, più vicine ai cittadini – chiarisce il presidente Benigno – danno continuamente prova sul campo della capacità di investire e raggiungere alti standard di qualità, target che non sarebbero più assicurati con lo scardinamento dell'attuale sistema”. Si registrerebbe una fortissima frenata degli investimenti in infrastrutture idriche, visto che il finanziamento degli stessi non sarebbe più coperto, come ora, dalla tariffa bensì dalla fiscalità generale. Ciò provocherebbe un balzo all'indietro agli anni '80-'90 quando il sistema generava investimenti pari a 15 euro ad abitante con percentuali di realizzazione del 60 per cento rispetto ai risultati oggi raggiunti pari ai 50 euro con tassi di realizzazione di circa l'80 per cento. Inoltre, la linea della proposta di riforma entrerebbe in conflitto con l'esito del referendum del 2011 che non ha mai previsto alcuna ripubblicizzazione del servizio idrico. 

120 Comuni soci

Sono 120 i Comuni soci su 134 componenti il territorio della Provincia di Udine, considerando le avvenute fusioni dei Comuni di Treppo Carnico, Ligosullo, Fiumicello e Villa Vicentina. Da gennaio 2018 è entrato il Comune di Forni Avoltri, mentre è stato avviato l’iter per l’ingresso dal 1 gennaio 2020, in qualità di socio Cafc, del Comune di Sappada, a seguito del suo ingresso nella Regione Fvg nel corso dell’anno 2018, sino ad oggi servito dal gestore della Provincia di Belluno.

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