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"La bomba Hypo": la banca in grave pericolo per la stampa austriaca

Il settimanale "Format" è riuscito a impossessarsi del documento inviato lo scorso giugno alla Commissione Europea. Nel 2013 il buco potrebbe raggiungere i 3,5 miliardi di euro

Il documento inviato alla Commissione europea era segreto, e sarebbe dovuto restare tale almeno fino a dopo le elezioni politiche austriache che si terranno il 29 settembre. A divulgarne il contenuto è stato il settimanale economico austriaco “Format”, che è riuscito a procurarselo.

Nel piano si delinea uno scenario molto delicato, peggiore rispetto a quanto si potesse immaginare. Mercoledì scorso Hypo Group aveva reso noti i risultati di bilancio del primo semestre, che registra una perdita di 859,8 milioni. Ma fin dal primo momento quell’importo era parso poco convincente e aveva alimentato il sospetto che la vera dimensione del “buco” sarebbe stata svelata solo dopo il voto di settembre.

Come spiega il Messaggero Veneto ora si ha conferma dalle indiscrezioni di “Format”. Il piano inviato a Bruxelles prevede infatti nel 2013 una perdita di almeno 2,4 miliardi, che nella peggiore delle ipotesi potrebbe raggiungere i 3,5 miliardi. Il giornale rileva che in passato il pronostico peggiore era sempre risultato il più corrispondente alla realtà. Se il pronostico peggiore fosse confermato anche questa volta, vorrebbe dire che le perdite di Hypo Group quest’anno sarebbero superiori a quelle accumulate in tutti gli ultimi 5 anni. Ma non mettiamo limiti alla provvidenza: in futuro potrebbe andare ancora peggio. Il piano inviato all’Ue ipotizza dal 2013 al 2017 ulteriori perdite per 3,5 miliardi. Il giornale economico fornisce anche i dati anno per anno di questo “stressed pessimistic case”. Questi dati, che si sarebbero dovuti conoscere dopo il giorno delle elezioni, confermano in linea di massima le previsioni che erano state date in primavera dall’Apa. L’Austria Presse Agentur, richiamandosi a fonti riservate, aveva annunciato che tra il 2013 e il 2017 Hypo Group avrebbe avuto ancora necessità dell’aiuto dello Stato, stimandolo in 2,6 miliardi nella migliore delle ipotesi o in 5,4 miliardi in quella peggiore. A ciò nel 2017 si sarebbe aggiunta la necessità di liquidità valutata tra i 2,5 e i 3,3 miliardi. Il settimanale “Format” annota che al Ministero delle finanze non si fa molto affidamento sulla “migliore delle ipotesi”; al contrario, ci si prepara già a “quella peggiore”. Nel piano di ristrutturazione di Hypo Group viene presa in considerazione anche la creazione di una “bad bank”, in cui far confluire tutte le sofferenze del gruppo. Una ipotesi – come è noto – fortemente avversata dalla ministra, perché in tal modo il gruppo sarebbe sgravato delle sue passività, che si trasferirebbero però al bilancio dello Stato, aumentandone il deficit. Questa soluzione – che nel gruppo prende il nome di “Heta Resolution” – avrebbe il vantaggio di non rendere più necessarie nuove ricapitalizzazioni della holding. Lo Stato, dunque, non sarebbe più costretto a versare altro denaro dei contribuenti nel “pozzo senza fondo”. Ma, proprio perché tale (senza fondo), ciò che è stato versato finora (quasi 3 miliardi) non sarà più recuperato. In altre parole, lo Stato austriaco avrà bruciato nella banca carinziana di Haider & co più di quanto spende annualmente per la pubblica istruzione o per la difesa. Ma non poniamo limiti alla provvidenza: qualora non si procedesse alla “Heta Resolution”, potrebbe andare ancora peggio.

La copertina del settimanale Format

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