La carnica B.eng sfida la Brexit, entro fine ottobre approda in Inghilterra

La società aprirà un nuovo ufficio in centro a Londra per avere contatti diretti con le principali case automobilistiche

Un nuovo quartier generale internazionale per B.eng. L'impresa di Tolmezzo, player di primo piano nel settore dell'automotive, aprirà entro fine ottobre il suo ufficio in centro a Londra, allargando quindi i suoi orizzonti su scala internazionale e inaugurando il secondo nucleo operativo dopo la sede principale in Alto Friuli, all'interno del Carnia Industrial Park.

Le motivazioni 

«La scelta - analizza Matteo Bearzi, uno dei tre soci di B.eng assieme al padre Giovannino e al fratello Elvis - è stata presa perché l'Inghilterra è uno snodo fondamentale per le nostre dinamiche commerciali. Essere presenti nel Regno Unito potrà consentirci rapporti ancora più diretti con le Case automobilistiche mondiali, come per esempio la Mc Laren che è proprio inglese. Nonostante la Brexit, abbiamo comunque deciso di investire in questo Paese e di mettere radici qui». Bearzi non ha citato un nome "a caso", visto che l'azienda della sua famiglia si occupa di fornire componenti - fari e fanali - proprio nel contesto del settore delle auto di lusso.

La storia

B.eng (acronimo di Bearzi Engineering) è nata nel 2004, forte dell'esperienza nel settore automotive, che si è snodata per diversi decenni, del capostipite Giovannino Bearzi. Oggi, conta su uno staff complessivo di 15 addetti, vanta un portafoglio clienti di una quindicina di aziende, che comprende, tra gli altri, nomi di prestigio quali Ferrari, Apollo IE, Italdesign Zerouno, Pagani Huayra BC e Lamborghini Sesto Elemento. Genera un fatturato di 2 milioni e mezzo di euro. «Grazie alla nuova sede in Inghilterra - conclude Matteo Bearzi - siamo pronti ad allargare il nostro giro d'affari».

In Carnia

Nella sede centrale di Tolmezzo la B.eng continuerà a progettare e realizzare fari e fanali, fornendo i componenti ai clienti che la scelgono l'azienda carnica, caratterizzata dal claim "The light makers", mentre in quella inglese saranno curati soltanto i rapporti commerciali.

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