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Benedetti (Confindustria Udine): "Le start up o fanno il boom o muoiono"

Il capogruppo del Gruppo Informatica e Telecomunicazione degli industriali: "Serve una via intermedia per contribuire a costruire un motore di innovazione per un'azienda strutturata"

Le start up o fanno il botto approdando in borsa nel giro di pochi anni oppure muoiono. Io ritengo – e con me il Gruppo Informatica e Telecomunicazione di Confindustria Udine che presiedo - che ci sia anche una via intermedia in cui una start up può costituire comunque un interessante motore di innovazione per un’azienda strutturata. Tutto sta nell’amalgamare assieme la vivacità e l’energia di una start up con l’esperienza di un’impresa ben avviata”.  

Fabiano Benedetti, capogruppo del Gruppo Informatica e Telecomunicazione di Confindustria Udine, non ha dubbi che una nuova fase di sviluppo dell’economia italiana passi anche dalla capacità di saper sfruttare potenzialità e idee delle start up.

Da qui l’idea, dopo la visita nello scorso marzo a Friuli Innovazione, di organizzare una riunione del Gruppo nella sede di Roncade di H-Farm, società da neanche una settimana quotata in borsa all’AIM, il mercato dedicato alle PMI, che sta riproducendo con successo anche in Italia la formula – un progetto privato di venture incubation – che vedeva finora solo tre "acceleratori d'impresa" al mondo.

Aggiunge Benedetti: “Quello che mi ha più impressionato di questa imponente realtà privata all’avanguardia, al di là dei numeri dei progetti che riesce a gestire, è la volontà di creare una scuola di digitalizzazione che parta dai bambini di 6 anni (anche prendendo confidenza con questi temi attraverso l’utilizzo dei lego) e che li accompagni fino ai corsi post laurea. E’ un nuovo modo di vedere la realtà ed è anche un indiretto avvertimento alle aziende di cogliere le opportunità di questo ‘nuovo’ mondo”.

Perché le opportunità ci sono: Benedetti sottolinea come nella quarta rivoluzione industriale di cui tanto si discute in questi tempi un ruolo fondamentale, trasversale, viene ricoperto dall’ICT come fattore abilitante dell’accelerazione verso una digitalizzazione spinta dei processi industriali.

“Tutto passa attraverso la digital trasformation. Anche i fondi europei POR FERS 2014-2020 prevedono contributi e incentivi per tutte e cinque le strategie di specializzazione intelligente. Non è ricompresa direttamente l’ICT, ma questa è trasversale e pervasiva in tutti gli ambiti di business individuati dai fondi. Il fatto – e dobbiamo sensibilizzare le aziende friulane del settore su questo punto – è che l’industria manifatturiera, d’ora in avanti, non potrà più prescindere dal supporto dell’ICT. Noi dobbiamo farci trovare pronti, cercando di superare il nostro maggiore limite  qui in Friuli che è quello dimensionale. In altre parole: dobbiamo aggregarci o, comunque, in alternativa, fare sistema”.

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