Anche la friulana Turval tra i vincitori del bando joint project dell’Università di Verona

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di UdineToday

Turval, impresa innovativa del settore delle biotecnologie insediata al Parco Scientifico e Tecnologico di Udine sin dal 2005, si è aggiudicata uno tra i cinque finanziamenti messi a disposizione da Joint Project, il bando promosso dall'Università di Verona che valorizza i progetti di ricerca collaborativa tra imprese e ricercatori che rispondono alle problematiche delle aziende attraverso programmi di ricerca di base, industriale e di sviluppo precompetitivo.

Il bando di quest'anno, in occasione dell'Expo, si è focalizzato sul settore agroalimentare, selezionando cinque progetti presentati da altrettante imprese congiuntamente a dei gruppi di ricerca dell'Università veronese per la cui realizzazione sono stati destinati circa tre milioni di euro.

La dr.ssa Paola Lovrovich della Turval, in collaborazione con un gruppo di ricerca del Dipartimento di biotecnologie, ha presentato un progetto sul Lievito Lattico Probiotico® TURVAL B0399, il nuovo lievito probiotico prodotto nei laboratori udinesi e utilizzato come principio attivo per integratori alimentari.

Grazie al finanziamento ottenuto e al lavoro sinergico con i ricercatori veronesi, l'impresa potrà mettere a punto il metodo più aggiornato per il controllo di qualità del lievito, sviluppare un processo di produzione più efficiente, ma soprattutto studiare per la prima volta in modo specifico le caratteristiche genetiche di questi nuovi lieviti probiotici.

"Lo studio verrà condotto anche in collaborazione con l'Istituto di Genomica Applicata - precisa Alessandro Turello, amministratore della Turval - e questo ci permetterà di ampliare le applicazioni in campo alimentare ed informare meglio le aziende ed i consumatori dei diversi Paesi in cui viene utilizzato il nostro lievito".

"Si tratta di un grande successo per l'azienda ma anche per il Parco. - sottolinea il direttore di Friuli Innovazione Fabio Feruglio - Questo progetto è solo uno dei tanti esempi di best practice di trasferimento tecnologico che dimostra come la ricerca di laboratorio possa giocare un ruolo fondamentale nello sviluppo economico del territorio".

Gli altri vincitori del Joint Project 2015 sono una chewing-gum dotata di un principio attivo biologico anticarie, pane e pasta prodotti con un frumento selezionato nel Mediterraneo per i celiaci, uno studio sul microincapsulamento delle alghe nei cibi per stimolare la fisiologia e il sistema immunitario umano ed infine un progetto su integratori e prodotti dietetici che hanno l'obiettivo di agire contro i processi patologici dell'invecchiamento.

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