Autotrasportatori in allarme per infiltrazioni mafiose

La presidente nazionale di categoria degli artigiani e piccolo medio imprenditori è stata ospite della sezione udinese. Dure parole di denuncia da parte sua, che descrivono una situazione ai limiti

Circa l'8% delle imprese di autotrasporto sono infiltrate dalla mafia. Il dato sull'allarme mafia parte dalla CNA FITA nazionale, ospite alla CNA di Udine per fare il punto su autotrasporto, accise, caro-gasolio. “Si tratta di un fenomeno che interessa più il nord del sud – ha detto la presidente CNA FITA Cinzia Franchini -, assieme all'abusivismo rappresenta uno dei grossi problemi da risolvere nel settore trasporti”. “In regione - conferma il presidente regionale CNA FITA Giosualdo Quaini - il vuoto lasciato dalle aziende che chiudono (–15% a Udine,–25% a Pordenone) spesso lascia spazio ad aziende poco pulite. Non ci sono infatti nuovi ingressi, i giovani non seguono le orme della famiglia; le piccole imprese di trasporto chiudono perché sono troppo vessate”. “La mafia sta diventando “il” problema” - ha proseguito Franchini -, soggetti che riciclano denaro con tariffe fuori mercato che rovinano le aziende sane”.

“Sarà un anno difficilissimo, soprattutto questi primi mesi il comparto soffrirà più che in passato – annuncia Franchini -. Vista la drammaticità della situazione generale prima di arrivare all'eventuale fermo, che comunque non escludiamo a priori, stiamo cercando alternative dialogando con la committenza, un'apertura finora solo della FITA: l'accordo auspicato prevede di riversare sulla committenza i costi del pedaggio e del gasolio, visto che la legge dei costi minimi non funziona”. Maggiori controlli sui vettori stranieri, territorialità, aggregazione sono invece gli spunti suggeriti da Quaini per il Friuli Venezia Giulia: “Troppi stranieri su strada che non rispettano le ore di riposo stabilite: lavorando a cottimo devono percorrere più chilometri possibili, con conseguenze nefaste sulla sicurezza di noi tutti. Le forze dell'ordine stanno aumentando i controlli, devono però ascoltare di più la categoria perché solo noi conosciamo il problema e sappiamo purtroppo come funziona il cabotaggio”.

Alla riunione in CNA a Udine si è anche parlato di liberalizzazione (“i nostri fornitori sono monopolisti - riferisce Franchini -, con una reale liberalizzazione dovremmo poterci approvvigionare da chiunque senza il vincolo del tetto delle Sette sorelle”), di accise e caro-gasolio. “Stanno facendo cassa con l'autotrasporto”, ha commentato Quaini, che contro la concorrenza sleale lancia una provocazione: “gli stranieri devono fermarsi a fare rifornimento di carburante in Italia”.

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