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Confcooperative in assemblea: organizzare il polo lattiero caseario

L'assessore Bolzonello chiede alle cooperative di crescere in dimensioni e di impegnarsi nell'offerta turistica. Confcoopoerative Fvg associa 700 imprese regionali con 237 mila soci, 19.400 addetti e 1,149 mld di fatturato complessivo

«La cooperazione è una parte determinante nella comunità regionale». Ha esordito Sergio Bolzonello, assessore regionale alle attività produttive, aprendo l’assemblea annuale di Confcooperative, a Rivolto di Codroipo. «La cooperazione sta facendo un evidente salto di qualità – ha proseguito -. Le dimensioni delle imprese cominciano a crescere e ciò è importante per costruire un nuovo futuro. Dopo il polo enologico (cantina di Rauscedo insieme con Cantina di Codroipo), bisogna andare avanti anche con l’organizzazione del polo lattiero caseario. Per stare sul mercato, soprattutto quello extraregionale, serve sì la qualità dei prodotti, ma pure la quantità. L’accesso al credito, perciò, diventa un fattore decisivo e, dunque – ha sottolineato l’assessore -, la galassia delle finanziarie regionali va scrutato bene e, poi, deve essere oggetto di scelte e decisioni adeguati al momento. Con la nuova organizzazione regionale noi stiamo dando un segnale forte di cambio di rotta e di strategia a lungo termine dove vediamo una società basata su tre pilastri: un manifatturiero centrale (soprattutto se innovativo), un turismo forte (con un grande spazio di crescita per la cooperazione) e un agroalimentare dinamico».

«L’uscita dalla più lunga recessione della storia dell’Italia repubblicana rimane ancora incerta – ha detto Franco Bosio, presidente di Confcooperative Fvg, la più importante organizzazione cooperativistica della regione – e anche la rete delle imprese cooperative comincia a scricchiolare. Secondo la recente indagine congiunturale svolta da Elabora per conto di Confcooperative, infatti, di fronte a una domanda insufficiente e alla stretta del credito, le imprese rallentano gli investimenti, tagliano i costi (compresi quelli del lavoro) e non creano occupazione. Il 45,7 per cento delle cooperative del Nord (la media italiana è del 40,9 per cento) registra una diminuzione del fatturato e il 23,4 per cento (contro una media italiana del 20,8 per cento), prevede una riduzione degli occupati. Le risposte del momento, per quello chi riguarda Confcooperative Fvg – ha concluso Bosio - possono arrivare da una razionalizzazione e migliore offerta dei servizi alle imprese, una gestione più sostenibile dei costi organizzativi e gestionali e una semplificazione della rappresentanza». Confcoopoerative Fvg associa circa 700 imprese regionali con 237 mila soci, 19.400 addetti e 1,149 mld di fatturato complessivo.

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