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Adriano Luci

Adriano Luci

Luci (Confindustria): "Sbloccare subito il patto di stabilità"

Per l'industriale "è necessario trovare le adeguate soluzioni per assicurare la necessaria continuità alla programmazione ed alla realizzazione dei lavori pubblici. La Regione faccia un ulteriore sforzo"

Il presidente degli industriali Adriano Luci si sfoga sul patto di stabilità e chiede lo sblocco immediato. "Comuni con risorse finanziarie capienti che non riescono a pagare alle imprese i lavori appaltati e che sono costrette a rinviare lavori programmati non potendo impiegare le disponibilità in cassa, imprese che non vengono pagate per i lavori effettuati e che non hanno altra possibilità che quella di agire nei confronti dei Comuni inadempienti con la prospettiva in mancanza dei pagamenti e della possibilità di lavorare, di chiudere l’attività. Comprendo le preoccupazioni dei sindaci, che poi sono anche le nostre ed esprimo pieno appoggio per le iniziative che stanno portando avanti”.

Il quadro è sconfortante ed al limite del paradosso, secondo il presidente di Confindustria Udine. "I soldi ci sono ma non possono essere spesi - dice - ci rimettono tutti: le comunità perché opere indispensabili non vengono realizzate secondo i programmi fissati, le imprese che entrano in grave tensione finanziaria per responsabilità che non le sono proprie e che rischiano di cessare l’attività, i lavoratori che si trovano a venire meno possibilità di occupazione. Non si può negare l’impegno della Regione che ha consentito di risolvere il problema per i comuni sino a 5.000 abitanti e per il lavori affidati entro il 2012.

Ma la soluzione è stata parziale lasciando esposti i comuni medio-grandi, così come le provincie senza trascurare l’incertezza delle prospettive. Il risultato è una situazione di grave precarietà con l’evidenza di una preoccupante situazione di blocco delle opere pubbliche con caduta dell’attività e danno per lo Stato in termini di mancato gettito tributario: così la recessione non può che avvitarsi.

E’ necessario trovare soluzioni per assicurare la necessaria continuità alla programmazione ed alla realizzazione dei lavori pubblici. La Regione è chiamata ad uno sforzo ulteriore che deve essere di prima linea per individuare spazi finanziari aggiuntivi utili a rimuovere i vincoli che, se non superati, non porteranno ad altro che all’ulteriore depauperamento delle attività produttive interessate, dall’edilizia ai settori dell’indotto. D’altro lato va proseguito il confronto con il Governo, d’intesa con i nostri parlamentari, affinchè venga rivisto il patto di stabilità, nell’ambito della revisione dell’accordo Stato Regione, escludendone gli investimenti produttivi. L’auspicio è che gli sforzi che si stanno prodigando portino ai risultati attesi di una diversa impostazione del patto di stabilità che non deprima crescita e lavoro”.

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