1800 liti pendenti tra imprese e Agenzia delle Dogane

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di UdineToday

Il contenzioso doganale tra le imprese del Friuli Venezia Giulia/Veneto e l'Agenzia delle Dogane, pendente presso le commissioni tributarie, è aumentato del 10% tra il 2014 ed il 2015, passando dalle 1639 alle 1809 liti. Lo rivela l'ultimo rapporto nazionale dell'Agenzia delle Dogane in cui sono cresciute le cause relative sia ai tributi doganali che alle imposte doganali indirette sulla produzione, consumi ed accise, che sono passate dalle 261 pendenti del 2014 alle 397 del 2015. Un dato che cresce di pari passo con il valore complessivo delle importazioni definitive che tra il 2014 ed il 2015 è aumentato dell'8,1% passando da 16.422 a 17.755 milioni di euro, mentre il valore delle esportazioni si è ridotto dello 0,5% passando da 26.997 a 26.852 milioni di euro, per un ammontare di introiti doganali complessivi, dal solo Veneto e Friuli Venezia Giulia, pari a 1.606.336.307,27 euro. Del rapporto tra imprese, dogane e professionisti si è parlato durante il "Seminario di diritto doganale novità ed attualità di una disciplina di fondamentale rilievo aziendale" organizzato lo scorso 19 dicembre dall'Ordine dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili di Udine, con la partecipazione di Corrado Drozìna responsabile area A.I.UU dell'ufficio delle Dogane di Pordenone; di Enrico Perticone, vicepresidente nazionale del Consiglio dell'Ordine degli spedizionieri doganali e professore di merceologia doganale presso l'Università G. D'Annunzio Chieti-Pescara"; di Sabrina Ferrazzi, consulente doganale Deloitte STS; di Gianni Dotto, responsabile doganale di Benetton Group e Pier Paolo Ghetti, consulente doganale Deloitte STS. «I commercialisti - ha osservato Andrea Volpe, consigliere dell'Ordine dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili di Udine con delega all'internazionalizzazione - sono al fianco delle imprese per migliorare il dialogo con le Dogane. È auspicabile che sempre più aziende scelgano di certificarsi dal punto di vista doganale attraverso la certificazione AEO (Authorized Economic Operator) per creare una filiera di imprese qualificata, affidabile e sicura nel sistema internazionale del commercio, sfruttandone i vantaggi normativi concreti e le corsie preferenziali. Oggi nell'economia globale sicurezza e fiducia tra partner commerciali sono due elementi che giocano un ruolo fondamentale a vantaggio della competitività.»

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