Il friulano Michele e l'ultimo insegnamento di Gualtiero Marchesi: «Aveva un'energia incredibile»

Il 20enne di San Vito di Fagagna si è appena diplomato all'Alma di Parma, scuola fondata dallo chef milanese, ed è stato tra gli ultimi a poter godere del suo sapere

Michele Pontello con il suo attestato a fine corso

«Un’emozione enorme. Lo abbiamo visto solo per dieci minuti perché la malattia che lo ha colpito era già in fase avanzata, ma quel poco tempo è stato illuminante. Avevano sistemato una sedia perché si accomodasse, ma è voluto restare sempre in piedi. Dimostrava un’energia incredibile». È così che Michele Pontello, classe 1997 da San Vito di Fagagna neo diplomato all’Alma, ricorda il maestro Gualtiero Marchesi che, pur mancato da poco, è riuscito a trasmettere una briciola del suo sapere ai corsisti della scuola superiore di cucina di Parma, fondata proprio dallo storico chef nel 2004. 

Il percorso

I dieci mesi di scuola rappresentano sono una fase del percorso di Michele, che si è avvicinato al mondo della cucina fin da piccolo. «Ho imparato come la maggior parte dei ragazzi, osservando e aiutando la mamma e le nonne - rivela -. Poi, dopo le scuole medie, mi sono trasferito all’istituto alberghiero di Longarone, dove ho completato tutto il piano scolastico previsto».

L’Alma

Dopo le superiori è arrivato il momento del passaggio al “tempio” della formazione per gli chef italiani. «Sono stato accettato in base al mio curriculum - dice Michele - assieme ad altri 77 colleghi. Nella prima fase siamo stati a Parma e nella seconda abbiamo fatto uno stage in un ristorante di alto livello. Io sono stato al JK Place di Capri».

La prova finale

C’è stato poi l’esame finale per Michele, con un menu di alto livello: baccalà in oliocottura, crema di fagioli e peperoni cruschi; ricordo di raviolo caprese, salsiccia e friarielli; cremoso al limone, sableé, zabaione di limoncello e caramello croccante salato. È così che il giovane sanvitese ha convinto la giuria, dove c’era anche Antonia Klugmann, e ottenuto il diploma.

Il ricordo di raviolo cucinato da Michele Pontello

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Il futuro

«Per adesso sto lavorando vicino a Vodo di Cadore - racconta Michele - al ristorante stellato “Al capriolo”, dove da studente avevo fatto anche degli stage, più avanti si vedrà. Sono aperto a qualsiasi tipo di prospettiva o esperienza. Il nostro è un settore dove i treni vanno presi al volo, non si può tergiversare». 
 

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