Cucina Centro / Via Raimondo D'Aronco, 31

La passione per la cucina è più forte di tutto, Martina molla tutto e apre il suo ristorante

A 49 anni, Martina Passera ha deciso di lasciare il suo lavoro e, dopo anni di ricette per amici e parenti, aprire il suo ristorante, che sarà inaugurato sabato 21 dicembre a Udine

Martina Passera davanti all'insegna del suo ristorante di via d'Aronco

Martina cucina da sempre, da che ne ha ricordo. A 10 anni, invece dei fumetti, sfogliava l’enciclopedia culinaria della mamma, di quelle da comporre con i fogli che si infilavano negli anelli. Primi piatti colorati, ricette della tradizione, ingredienti mai sentiti… Martina è stregata da questo mondo dove sapori e gusti si uniscono e la sente. Sente la sua musica. «Ognuno di noi viene al mondo per cantare una canzone. La mia è cucinare». Così Martina inizia. Cucina per la sorella minore Carlotta, cucina per gli amici e per i due figli. Cucina ogni giorno, anche se il suo mestiere è un altro e il cucinare ha ancora addosso solamente l’etichetta della “passione”.

MartySpicy

Ora, però, che Martina ha 49 anni, finalmente è pronta a realizzare il suo grande sogno: dalle 18 di sabato 21 dicembre, il ristorante “MartySpicy” sarà ufficialmente inaugurato. Dopo anni di fornelli, esperimenti e centinaia di piatti serviti ad amici e parenti, Martina Passera ha deciso di affiancare a “passione” anche l’etichetta “professione” sulla parola cucina.

Il locale di via d’Aronco 31 avrà 20 posti a sedere ai tavoli, 4 al bancone e una quindicina nel dehors esterno e avrà un orario particolare: si apre alle 11 del mattino e si chiude quando non passa più nessuno. Le cene, per il periodo delle feste, saranno però solo a prenotazione. Quando poi il ristorante sarà entrato a regime cominceranno le serate degustative a tema, dal ramen al chilli, passando per la cucina indiana. «Io sarò sempre in cucina, perché l’idea è che ci sia sempre qualcosa da mangiare per chi ne ha voglia: oltre ai posti a sedere, io cucinerò anche per il take away. L’idea è essere a disposizione anche per chi vuole portarsi il pranzo a casa, o in ufficio: basta una telefonata, l’elenco dei piatti desiderati e passare a ritirare quanto ordinato». Per chi si ferma a pranzo, invece, la forma è molto semplice: il menù del giorno sarà scritto sulla lavagna, compreso di tutti gli allergeni, basterà scegliere che piatti gustare, prendere una tovaglietta e sedersi ad aspettare che tutto sia pronto e servito in stoviglie completamente compostabili «perché anche la terra ha bisogno di star bene».

Home restaurant e kit di sopravvivenza

L’idea di preparare i pasti per gli altri è nata negli anni in cui Martina aveva sperimentato l’home restaurant e la distribuzione dei kit di sopravvivenza. «Gli amici mi chiedevano di cucinare per le loro cene oppure di preparagli cinque pasti da conservare e consumare durante la settimana». Dalla cucina tra intimi Martina è passata poi a pubblicare sui social le foto dei suoi piatti che, oltre che buonissimi, sono anche molto belli da vedere. L’ingrediente in più, se ne devono essere accorti tutti, è sempre stata la passione.

martina e carlotta passera-2

La cucina

Martina in cucina è come una cantautrice. Una di quelle musiciste che hanno ascoltato mille melodie prima di crearne una propria. «Dico sempre che io cucino con la pancia, perché è proprio da un mal di pancia che non passava mai che ho capito in che modo dovevo e volevo cucinare». Ecco che Martina studia e sperimenta la cucina low carb, a basso contenuto di carboidrati, basso indice glicemico e alto contenuto di fibre, oltre che di gusto. «Alcuni si confondono pensando che sia una cucina vegetariana, invece la carne c’è eccome: a mancare sono i carboidrati complessi della pasta, quelli che sempre di più provocano intolleranze e disturbi. Il resto c’è tutto, ed tutto è freschissimo». I piatti di Martina sono molto più di quel che sembrano: dietro c'è una grandissima cura nell'abbinare gli ingredienti. «Non c'è solo il gusto, ma anche la ricerca delle proprietà dei cibi e delle spezie. Ogni cosa che mangiamo ha delle qualità e influisce sul nostro organismo». Quindi non solo cucinare, ma anche mangiare diventa un autentico piacere.

Il menù

Ogni settimana Martina e Carlotta, che dopo aver assaggiato per anni le ricette della sorella ora ha deciso di aiutarla, scrivono i piatti sulla lavagna. A pranzo non mancano mai delle cremine di antipasto (guacamole, hummus di melanzane o babaganoush) da gustare o con gli stick di verdura o con gli ormai celebri cracker senza farina di Martina, ci sono sempre delle zuppe introvabili, aromatiche e che hanno la facoltà di far amare abbinamenti inconsueti e perfetti, i primi come per magia hanno un ridotto apporto di carboidrati grazie all’uso di cereali integrali o poco usati come la quinoa, il farro, l’avena o il riso finto (andate voi a scoprire cos’è) e poi c’è quella che lei chiama “morbidezza”, con carni cotte a basse temperature accompagnate da verdure di ogni tipo. Infine i dolci, dove lo zucchero è dato dalla frutta e quindi nascono muffin di cachi con farina di nocciole o crumble dove la croccantezza è data dalle mandorle. Diverso sarà il menù delle cene, previste su prenotazione per il periodo delle festività natalizie., dove fa la sua comparsa il pesto di cavolo viola, l’hummus di zucca, il riso finto con il daal, il filettino di maiale con mirtilli o la beaf&ale con le patate americane. Insomma, tutto è studiato affinché i sapori siano esaltati al meglio delle loro potenzialità, in un menù che difficilmente si potrà trovare da qualche altra parte in zona.

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