Aeroporto di Campoformido, il WWF contro l'asfaltatura

L’area dell’aeroporto di Campoformido fa parte del sito di importanza comunitaria “Magredi di Campoformido”, riconosciuto ai sensi della direttiva europea “Habitat”. L'associazione ambientalista manifesta tutta la sua preoccupazione

Il WWF del Friuli Venezia Giuia chiarisce con un comunicato la sua posizione sulla preventivata asfaltatura dell'aeroporto di Campoformido.

Questa è la conclusione dell’esame delle varie dichiarazioni di ENAC (Ente nazionale per l’aviazione civile), comuni interessati e amministratori regionali.

La maggiore preoccupazione per gli ambientalisti veniva dagli assessori interessati (e non) della Giunta Tondo. Si auspicava quindi, prima del comunicato degli assessori Santoro e Peroni, che hanno dichiarato a nome della Regione di essere favorevoli all’asfaltatura,  che un attento esame della problematica portasse a meno nefasti propositi, visto che il caso era stato sollevato in due recentissimi incontri di WWF e altre associazioni ambientaliste con la presidente Debora Serracchiani e l’assessore all’ambiente Sara Vito. Incontri nei quali i vertici politici della Regione erano stati invitati a non appoggiare l’asfaltatura della pista di atterraggio e, in generale, a non favorire l’incremento del numero di voli.

Poiché nell’incontro che tutti avevano auspicato franco e duraturo, questo era uno dei problemi sollevati, e né la Serracchiani né la Vito si erano espresse, nulla avrebbe mai fatto pensare ad un’imminente decisione di questo tipo. Fidando nella correttezza, crediamo anche non ci sia stata ancora conoscenza del problema.

Se le dichiarazioni dei 2 assessori (pianificazione e istruzione) non coincidono con quelle della Giunta (o se il comunicato non riporta correttamente l’intenzione dell’amministrazione), è quindi questo il momento di mettere in pratica le dichiarazioni della presidente Serracchiani in campagna elettorale contro il consumo di suolo, che in questo aeroporto, individuato per la presenza, fra l’altro, dell’habitat “6210: Formazioni erbose secche seminaturali e facies coperte da cespugli su substrato calcareo”, si avvererebbe con la distruzione di almeno  2,7 ettari di prezioso prato stabile, mediante  l’asfaltatura della pista.
“La speranza è che la recente firma apposta da Serracchiani sulla convenzione con il Ministero dell’Ambiente per il definitivo riconoscimento  dei Siti di interesse comunitario voglia dire che in questa Regione le cose si fanno sul serio, senza affermazioni di facciata” afferma il presidente del WWF del Friuli Venezia Giulia Roberto Pizzutti.  “Sarebbe importante che  le intenzioni siano chiarite con una forte presa di posizione contro l’asfaltatura”.  Ne gioverebbe la credibilità della nuova amministrazione, oltre che per il rispetto delle promesse elettorali, anche per la modalità operativa nel decidere su operazioni non ancora sottoposte a valutazione di incidenza, e ovviamente per il rispetto delle norme europee.

Nel caso che l’ENAC non voglia rinunciare alla nefasta operazione di asfaltatura, il Wwf rivolge un appello ai tre assessori regionali competenti affinché gli uffici regionali attivino una seria e competente valutazione di incidenza sugli effetti  dell’asfaltatura della pista (e del prevedibile  incremento di traffico aereo) sugli habitat di interesse comunitario.
Pare infatti alquanto inverosimile che non possa essere riconosciuta l’incidenza significativa sul sito, qualora si proceda alla distruzione di almeno 2,7 ettari di prato stabile. Inoltre non sarebbe tecnicamente ed economicamente possibile la compensazione della riduzione di superficie a magredo, e la banale semina su altra superficie non sarebbe certo adeguata.
La ricchezza floristica e faunistica dei magredi, non può essere certo facilmente ricostituita, se non tramite costosi trapianti e dopo decenni di cure.

Poiché l’eventuale avvio dei lavori di riduzione dei magredi si dovrebbe realizzare solo dopo l’esecuzione della compensazione, risulta logico pensare che sia decisamente meglio investire (se proprio necessario nella situazione di forte debito pubblico) i 2,5 milioni di euro a disposizione dell’Enac in un’area già degradata, lontano da abitazioni  residenziali come le numerose presenti a Campoformido e Pasian di Prato, presso cui l’inquinamento acustico e atmosferico non potrebbe che aumentare a causa dell’incremento di voli,  e non in un sito di importanza comunitaria.

L’associazione del panda ribadisce dunque il proprio netto “no” a qualsiasi ipotesi di incremento di voli aerei per finalità commerciali e tanto più all’asfaltatura della pista di volo e di tutti i tracciati di collegamento con gli hangar.

“È paradossale – chiosa il Wwf – che per sbancare e distruggere prati, compresi peraltro in un Sito d’importanza comunitaria, ci siano già a disposizione 2,5 milioni di euro, che sono l’esatto equivalente di quanto il Friuli Venezia Giulia spende per il mantenimento dell’intero sistema delle aree protette regionali”.

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