Cento i bimbi nati a San Daniele durante il Coronavirus

Com'è cambiato il momento del parto a causa dell'emergenza sanitaria? All'ospedale collinare è nato un nuovo servizio ideato per non lasciare sole le neo mamme

Cento i bambini nati durante il Coronavirus all'ospedale di San Daniele, sotto la direzione del primario, il dottor Michele Vanin, ma l'emergenza sanitaria sta cambiando in modo radicale anche la vita dei neo genitori, che si trovano a dover affrontare questa nuova fase della loro esistenza completamente da soli, senza supporti esterni. Proprio per far sentire meno abbandonate le mamme, il reparto di Ostetricia e Ginecologia dell'ospedale San Daniele-Tolmezzo ha attivato un nuovo servizio di informazione via WhatsApp.

Come funziona

Attraverso l'app saranno inviati, a scadenze programmate, tutta una serie di indicazioni e consigli rispetto agli argomenti che, di solito, venivano trattari durante i corsi pre parto, bloccati dall'emergenza. A breve potrebbero essere pubblicati anche dei video. Come fa sapere Lucia Pecci, coordinatrice del reparto di Ostetricia, "si tratta di un sevizio creato in modo da arrivare comunque alle mamme e per non lasciarle sole, è un nostro modo per cercare di far capire che chi aveva già iniziato un percorso, che noi ci siamo ancora".

Tutte le informazioni

Anche se con dei semplici messaggi e non più con degli incontri dal vivo, "cercheremo di fornire tutte le informazioni necessarie, per cercare di stare vicino alle mamme una volta tornate a casa dall'ospedale dopo il parto", continua Pecci. A causa delle restrizioni in atto, infatti, le neo mamme non possono più contare sulla vicinanza dei loro parenti e amici in questo momento delicato. "Tutto il supporto che c'era prima a domicilio, viene meno. Questo è quindi un modo per stare vicino alla coppia e alla famiglia che si va a creare dopo il parto". Inoltre, saranno condivisi anche consigli sulla prevenzione, "elementi specifici di questa emergenza sanitaria, di modo che le mamme si sentano comunque accolte e non spaventate".

Partorire durante il coronavirus

L'emergenza sanitaria ha cambiato totalmente il momento della nascita, lasciando le mamme un po' più sole. "Al momento del parto – come spiega Pecci – secondo le disposizioni che ci ha dato l'ospedale di Udine, il papà non può entrare in sala. Può entrare subito dopo la nascita e può stare con la mamma e con il bambino per circa mezz'ora. Prima di entrare, poi, viene fatta un'anamnesi al papà e viene rivelata la temperatura corporea. Chiaramente, può stare in stanza indossando la mascherina". Queste misure così restrittive vengono applicate negli ospedali di San Daniele, Tolmezzo, Latisana e Udine, "anche se non ci sono delle vere e proprie linee guida, ma è una decisione presa a livello regionale".

I parti

"In questo periodo abbiamo avuto un aumento dei parti" fa sapere Pecci. A San Daniele, dal primo marzo a oggi, sono nati 100 bimbi. "I piccoli nascono comunque, è un messaggio positivo nonostante la situazione, e per stare ancora più vicino ai genitori, facciamo delle videochiamate o, se la mamma dà il consenso, il medico fa il video a lei e al bambino appena nato". Pecci, però, ha qualche dubbio sul fatto che la situazione rimanga la stessa tra nove mesi: "l'incertezza economica e lavorativa potrebbe portare a una lieve deflessione delle nascite".

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Quando si tornerà alla normalità?

Ma quando si potrà tornare a una normalità, anche se non piena? "Per quanto riguarda i papà – specifica Pecci –, mi auguro che quanto prima possano tornare a stare a fianco alle mamme durante il parto". Se non proprio ad aprile, si spera per il mese di maggio, visto anche il calo delle restrizioni a livello nazionale, "anche perché il nostro reparto è blindato, c'è un forte controllo".

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