Domenica, 24 Ottobre 2021
Cronaca Cividale del Friuli

Visita specialistica prenotata da un anno annullata per covid: il Cup la ripropone a pagamento

Una mamma racconta la sua storia, probabilmente simile a quella di molti nella stessa situazione: dopo un anno di attesa per una visita oculistica per la figlia, l'ospedale chiama per l'annullamento causa emergenza sanitaria, ma propone la stessa visita a pagamento per l'indomani

«È vergognoso, assurdo, paradossale». Così, con tanta amarezza tra le parole, una mamma descrive quanto le è capitato in questi giorni. Una storia che, probabilmente, assomiglia a decine di altre che si susseguono in questi difficili periodi di emergenza sanitaria, dove il covid ha reso difficile prendersi cura delle altre patologia, più o meno gravi che siano. 

Il racconto

Margherita vive con la sua famiglia a Pasian di Prato e circa un anno fa ha prenotato una visita oculistica specialistica per sua figlia, di 7 anni. «Quasi un anno fa ho prenotato per mia figlia una visita specialistica tramite l'impegnativa fornita dalla pediatra. Tra una settimana sarebbe dovuto finalmente arrivare l'appuntamento tanto atteso». Ma Margherita, ieri, è stata contattata «perché le visite ritenute non urgenti sono sospese a causa dell'attuale situazione». E qui comincia quello che per Margherita è un vero e proprio paradosso.
«Mi ricordano che dovrò occuparmi io di annullare la visita contattando il Cup, pena il pagamento della prestazione. L'impresa non è da poco, però, visto il numero di chiamate che di fatto intasano la linea del numero unico. 
E poi, perché dover dichiarare che rinuncio alla visita quando in realtà è il servizio ad essere stato sospeso?! In questo modo la mia impegnativa che porta la data dello scorso anno non risulterà più valida e dovrò richiederne una nuova al curante e ripetere da capo tutta la procedura di prenotazione...»
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Margherita non si da pace, ma a farla arrabbiare è stato soprattutto il modo in cui si è chiusa la telefonata. «La beffa finale?! Quando mi sono sentita dire "Non disperi signora, se chiama il cup e richiede una visita in libera professione potrebbero riceverla anche subito". Possibile? Ahimè si! Contattando il centralino scopro che già l'indomani mattina non uno, ma un discreto numero di specialisti di cui mi viene fornito l'elenco con relativo tariffario, potrebbero ricevere mia figlia!». La rabbia è tanta, anche perché la conclusione a cui giunge questa mamma, che è la stessa probabilmente di molte altre persone in situazioni simili, è che «recarsi in ospedale con un'impegnativa può essere pericoloso ma se le visite sono a pagamento i rischi vengono miracolosamente annullati».

La situazione della figlia di Margherita per fortuna non è grave: la bambina avrebbe dovuto fare una visita oculistica presso l'ospedale di Cividale del Friuli, che era stata richiesta perché lo scorso anno, con l'inizio della scuola primaria, lamentava spesso episodi di cefalea, da qui la necessità di verificare tramite l'oculista. «Fortunatamente non eravamo in attesa di controlli più seri questa volta, ma lo scorso anno per mia figlia di tre anni in lista per un intervento definito urgente il trattamento non è stato comunque diverso». 
«La situazione mi lascia comunque sconcertata. Non tutti possono permettersi visite private e non è giustificabile che solo a pagamento si possano ottenere i controlli di cui una persona necessita», conclude con estrema amarezza.

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