Violenza sessuale a Lignano, uno dei tre ragazzi aveva dei precedenti penali

I dettagli dell'operazione che ha permesso il rintraccio del gruppetto che avrebbe abusato di una 15enne

"La ragazza ha gridato, si è fatta sentire e così si sono avvicinate delle persone. Così il gruppetto – composto da due soggetti, con il terzo che non aveva partecipato e nemmeno assistito – si è allontanato velocemente per non essere invididuato". È così che il vice questore aggiunto, Massimiliano Ortolan, ha ricostruito la vicenda del presunto stupro ai danni di una 15enne residente nella provincia di Venezia, che si sarebbe verificato nella notte tra il 15 e il 16 di agosto. Le indagini sono coordinate dal Procuratore Capo del Tribunale per i minorenni di Trieste, Leonardo Tamborini.

Gli amici

"Poi – ha proseguito Ortolan – si sono avvicinati gli amici. La ragazza ha confessato la vicenda ed è partita la chiamata per i soccorsi. Prima è stata condotta in ambulanza al posto di primo soccorso di Lignano, poi in ospedale a Latisana. Lì le è stato praticato il protocollo regionale previsto nei casi di violenza sessuale, che permette di racogliere tutte le informazioni, sia a livello sanitario che giudiziario".

Le ricerche

Da lì sono scattate le ricerche. La polizia ha avvisato gli uomini della Polizia locale di Lignano e i carabinieri. Sono state messe in campo tutte le forze a disposizione. Anche chi avrebbe dovuto essere ha riposo ha voluto partecipare. "Sono stati sentiti gli amici a livello informale – ha chiarito Ortolan – i commerciati del luogo e altri soggetti. Sono state visionate le immagini delle telecamere pubbliche e private. Nel pomeriggio di ieri si è capito che questi ragazzi, già il giorno precedente, sono stati protagonisti di qualche fatto per cui già erano stati notati. Di qui la convinzione che non fossero ospiti saltuari della cittadina, ma che fossero da tempo qui".

Il rintraccio

"Così, andando a visionare la struttura che ospita gruppi di giovani – ha specificato Ortolan –, sono stati individuati, visto che le descrizioni sul loro riguardo erano abbastanza chiare. Li hanno trovati e portati nel posto della polizia a Lignano". "Sono state adottate le misure precautelari –d'accordo con la Procura per i minorenni di Trieste –,ha chiarito Ortolan, per fare in modo che ci fosse un legame col territorio, in modo che non potessero sfuggire alla giustizia". Dopo il tampone a Udine – risultato negativo – i due sono stati accompagnati in una comunità.

Le identità

"I sottoposti a fermo sono un ragazzo di origine egiziana, che potrebbe essere anche cittadino italiano. Ha 17 anni e a breve ne compirà 18. ha dei precedenti per reati contro il patrimonio e contro la persona" ha spiegato Ortolan. "L'altro fermato è un albanese di 16 anni. Entrambi sono accusati dell'ipotesi di reato di violenza sessuale di gruppo. Il terzo soggetto, sempre albanese, è indagato in stato di libertà per concorso morale nello stesso reato. Tutti sono ospiti di una comunità per minori lombarda. I due albanesi sono arrivati in Italia senza famiglia. L'altro ragazzo è stato accolto in qualità di affidato, proprio perché ha un pregresso dal punto di vista giudiziario". 

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