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Violenza sulle donne, i sindacati del Fvg chiedono interventi urgenti

Cgil, Cisl e Uil hanno lavorato fianco a fianco per la stesura delle linee Guida del Protocollo presentato alla Presidente Serracchiani nel 2014, che racchiude una serie di misure concrete

La violenza sulle donne pare non avere fine, anzi sta prendendo corpo una violenza diversa, ‘immediata’, che non dà il tempo di rendersi conto del pericolo e, di conseguenza, di prendere precauzioni a tutela della propria integrità fisica.
E’ evidente che siamo di fronte ad un’emergenza della cui gravità non c’è piena consapevolezza nel nostro Paese, e che, purtroppo, coinvolge sempre più i giovani. Serve porre in campo nuove e diverse strategie educative, partendo innanzitutto dalle scuole e dall’insegnamento del rispetto dell’altro, della tolleranza e della  consapevolezza di sé. Anche sul  posto di lavoro è fondamentale il rispetto della persona, e la segnalazione o denuncia in caso di violenza anche psicologica e/o mobbing, che purtroppo sono molto difficile da provare, ma proprio per questo la CISL è vicina alle Donne con propri sportelli.

CGIL, CISL e UIL del FVG hanno lavorato fianco a fianco per la stesura delle linee Guida del Protocollo presentato alla Presidente Serracchiani il 25 novembre 2014, che racchiude una serie di interventi concreti – a partire dall’attivazione dei codici rosa nei pronto soccorso - per sconfiggere quella che è una vera e propria piaga sociale, segno dell’imbarbarimento della nostra società,  convinte che le organizzazioni sindacali abbiano un ruolo fondamentale nella tutela della persona. Il documento contiene l’indicazione di misure ed azioni, ma soprattutto un’idea di fondo molto precisa: la costituzione di un apposito tavolo inter-istituzionale “cabina di regia” con il compito e la finalità di omogeneizzare l'immenso lavoro svolto fino ad oggi da tutti gli attori, coinvolgendo in modo diretto Istituzioni, Forze dell'Ordine, Prefetture, Ordine degli Avvocati, Centro Antiviolenza, Sindacato e tutti gli Enti preposti.
Il femminicidio non terminerà finché non ci sarà un cambiamento negli uomini e, soprattutto un modo diverso d’affrontare l’emergenza: parrà paradossale, ma serve pensare ad un supporto rivolto anche verso l’uomo, fautore della violenza che si tramuta anche in morte verso la donna ed addirittura verso i figli.


La Cisl Fvg, a questo proposito, ha già coinvolto in alcune iniziative l’Associazione cambiamento maschile: ne è emerso in modo chiaro che “cambiare si può se si vuole, ma c’è tanto lavoro da fare a partire dalla consapevolezza ‘dell’uomo’ di questo odioso fenomeno che deve e può essere fermato”.

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