Martedì, 26 Ottobre 2021
Cronaca

"Obbligo vaccino: questa la strada che si deve percorrere"

Un dichiarazione decisa, quella di Villiam Pezzetta, segretario della Cgil Friuli Venezia Giulia "Ci sono troppi nodi irrisolti e le scelte del governo Draghi sono quasi machiavelliche. Non portano ai risultati desiderati"

"Vaccinarsi è la dimostrazione concreta di un senso di responsabilità nei confronti della collettività, dei propri cari, di sé stessi. I dati dimostrano in modo chiaro, infatti, quanto incidano le immunizzazioni nel limitare l’impatto della pandemia in termini di contagi, di malati gravi e di decessi". Questo è l'appello che Villian Pezzetta, segretario regionale della Cgil lancia a tutto il mondo del lavoro. "Sono conspevole che, nella vastissima platea rappresentata dal sindacato, siano molti anche i lavoratori non vaccinati. La loro scelta mette in difficoltà le aziende e le esigenze dell’economia? È un problema nel problema, ma non può essere questo l’aspetto dirimente"..

La discussione in atto

Secondo l'esponente sindacale l’opportunità di vaccinarsi è una scelta che riguarda la salute individuale e collettiva.

Green pass e obbligo vaccinale

Il confine tra estensione del Green pass e obbligo vaccinale è sempre più labile e, secondo Pezzetta, "continuiamo a credere che la strada dovrebbe essere quella dettata dalla Costituzione, cioè una legge sull’obbligo. Il Governo, invece, ha scaricato questo delicatissimo tema sulle parti sociali e sulle aziende, che fin qui avevano mostrato grande senso di responsabilità ed efficacia nel gestire la pandemia sui posti di lavoro, attraverso i protocolli nazionali e locali". Secondo il segretario regionale, il Governo, invece di assumersi in toto la responsabilità di una legge, ha scelto in sostanza di usare il mondo del lavoro "come grimaldello per arrivare a una copertura vaccinale più vasta. Questo, purtroppo, non contribuirà ad alzare la percentuale di vaccinati nelle categorie più a rischio, si pensi a molti anziani fragili, e crea divisioni e tensioni tra i lavoratori, tra i dipendenti e le aziende, tra le parti sociali, rendendo ancora più impervia la strada di una ripresa che richiederebbe invece un forte senso di coesione". E conclude: "Si tratta di un approccio pragmatico, quasi machiavellico, che potrà sì spingere le vaccinazioni, ma lascia anche molti nodi irrisolti: a partire dall’alternativa, paradossale, di costringere milioni di lavoratori a pagare per lavorare e di esporli al rischio di sanzioni per non essersi sottoposti a un trattamento sanitario su cui non esiste alcun obbligo di legge".

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