Cronaca

Il Ministero limita l'uso dei vigilantes in strada: controllo del territorio solo all'amministrazione

A chiedere spiegazioni è Stefano Salmè di Io Amo Udine: una circolare limita l'uso di sicurezza privata per il controllo del territorio, esclusiva dell'amministrazione della pubblica sicurezza

I vigilantes a Udine non potranno più fare controllo del territorio, almeno secondo una circolare della Corte dei Conti: a chiedere spiegazioni è Stefano Salmè, di Io Amo Udine.

La protesta

«Il ministero degli Interni ha emanato una circolare per mettere in riga quegli enti locali che, con molta disinvoltura, avevano stipulato convenzioni con istituti di vigilanza privati per il controllo del territorio. La circolare 557/PAS/U/017145/10089.D (1) REG, ha chiarito in modo dettagliato i limiti precisi che la Legge assegna per l'utilizzo dei cosiddetti vigilantes. In sintesi - dichiara Salmè - le guardie giurate, all'interno di quella che viene definita "sicurezza complementare e sussidiaria" possono operare in "quelle attività attraverso le quali viene prestato un concorso finalizzato ad assicurare la sicurezza di alcuni siti, nonchè di aeroporti, porti, stazioni ferroviarie e altre infrastrutture del trasporto pubblico". Come si vede la legge stabilisce precisi ambiti nei quali il concorso della vigilanza privata può operare. Ma le guardie giurate, anche all'interno di questi confini, non potranno in alcun modo "esercitare pubbliche funzioni" che possano limitare o restringere la libertà personale, che possono essere effettuate solo da appartenenti alle forze di polizia».

Il Comune di Udine

«Ma la vera questione dirompente  - per Salmè - riguarda l'utilizzo delle guardie giurate nel Comune di Udine. Fin dall'inizio la filosofia del sindaco e dell'assessore Ciani, è stata quella di impiegare i vigilantes per coadiuvare la polizia nel controllo del territorio, Borgo Stazione e Quartiere Di Giusto in primis. Se non che la circolare del Ministero degli Interni stronca in modo perentorio proprio questa funzione: "non possono essere conferiti ad istituti di vigilanza privata, compiti che assumano i contorni di una vera e propria attività di controllo del territorio che, nella sua accezione tecnica e corretta, costituisce una modalità di estrinsecazione della funzione generale dei reati, demandata in via esclusiva all'amministrazione della pubblica sicurezza". Una vera e proprio "bomba" questa circolare, che costringerà la giunta Fontanini a ritornare sui propri passi, se non vorrà incorrere nelle maglie della Corte dei Conti. A fine dicembre 2019, il conto complessivo della spesa per i sei vigilantes impiegati in città ammontava alla cifra di 312.900 euro, pari a 22.250 euro mensili, 3.700 euro al mese per ogni guardia privata. Una spesa quindi, vista la circolare, illegittima e che apre alla possibilità di ricorsi alla magistratura».

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