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Justin Owusu si giustifica: «Sono stato strumentalizzato, non volevo offendere nessuno»

Il rapper chiede perdono a chi si è indignato per il video che come location ha avuto anche il Sacrario di Redipuglia, dove sono ospitate le salme di 100mila caduti italiani

«Sono stato strumentalizzato con illazioni fasulle. La mia musica e la mia persona sono state associate ad atti di vandalismo e sono stato accusato di vilipendio. Il mio intento era quello di riprendere alcuni luoghi caratteristici della Regione Friuli Venezia Giulia, ed estrapolarne l’essenza facendoli conoscere oltre confine, senza irridere ed offendere terzi. Non sono stato il primo e neanche sarò l’ultimo ad aver ripreso immagini e scattato fotografie al Sacrario con o senza permesso. Porgo le mie più sentite scuse al primo cittadino Antonio Calligaris, sindaco di Redipuglia, e a tutti coloro che si sono sentiti offesi, non era mia intenzione. La nostra è semplicemente arte».

Il video incriminato

Si giustifica così - con un post su Facebook - il rapper friulano Justin Owusu, finito nell’occhio del ciclone nella giornata di ieri a causa di un video (tra l’altro pubblicato lo scorso mese di aprile) girato - tra gli altri posti - anche al Sacrario di Redipuglia. Da più parti sono arrivate parole di condanna per quella che, a detta dei detrattori, sarebbe stata un’azione di vilipendio della memoria delle persone alle quali è dedicato il monumento.

La rabbia di Noelli e Savino

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