Lignano come non l'avete mai vista, nel nuovo video di Delmoro "Dove siamo finiti"

Dopo l'anteprima su VanityFair, il musicista friulano esce con il nuovo Ep e lancia il video di "Dove siamo finiti" interamente girato a Lignano

 

Sì, lo sappiamo che immaginarvi in costume da bagno sotto il sole, in questi uggiosi giorni potrebbe causarvi più fastidio che piacere. Ma la visione di questo video, ne siamo certi, non potrà che suscitare in voi una certa celeste nostalgia.

Il nuovo singolo

È “Dove siamo finiti”, il nuovo singolo del cantautore carnico ormai cittadino del mondo Delmoro, che sancisce l’uscita del suo Ep “Balìa” e, udite udite, è interamente girato a Lignano Sabbiadoro. Il fatto sorprendente è che l’unione di suono, parole e immagini ha il risultato di confezionare un contesto che sì, agli occhi dei friulani pare familiare, ma lo fa senza alcuna pacchiana sfumatura di provincialismo, anzi. Architetto prestato alla musica, Delmoro (all’anagrafe Mattia Del Moro) ha infatti compiuto una scelta non casuale, decidendo di ambientare la clip nella località balneare friulana.

L'architettura di Lignano

«Gli studenti di architettura che da tutto il mondo vengono in Italia passano di qui per vedere alcune linee di Lignano, che ha una bellezza architettonica fortissima. Io l’ho sempre considerata la mia California». Ha le idee chiare il musicista che, nato in Carnia, è poi cresciuto viaggiando e muovendosi per l’Europa, partendo da Venezia, dove si è laureato in architettura, passando poi per Portogallo, Danimarca e Inghilterra, assorbendo così ritmi e caratteri che ne hanno amplificato la profondità di linguaggio.

«Né da piccolo, né tantomeno crescendo e conoscendo altri luoghi, ho però mai snobbato Lignano dove mia nonna ha una casa degli anni Sessanta e grazie alla quale ho imparato a conoscere le forme di questa città. Di sicuro l’idea era quella di non indugiare troppo in una questione nostalgica, anzi, amando profondamente l’architettura volevo porre attenzione ai dettagli insieme allo staff video».

Ecco allora che la signora Cimolai non ha potuto far altro che aprire le porte di villa Mainardis, a Lignano Pineta, regalando una location incredibilmente potente. «La villa è pazzesca e si trova davvero a pochi metri dal mare. Al suo fianco si trova anche villa Spezzoti, ma in generale ci sono molti edifici suggestivi», continua Delmoro soffermandosi sul lungomare rialzato e la famosa spirale di Marcello D’Olivo, a cui venne affidato l’incarico di pianificare l’urbanizzazione di Pineta, rispettando e anzi valorizzando al massimo proprio gli alberi, elemento dominante di questa città-parco.

L'album

“Balìa” è il titolo del nuovo ep di Mattia Del Moro, uscito il 17 maggio su Carosello Records. L’artista si è già fatto notare con i due singoli precedenti, “Filippiche” e “Idiosincrasia”, brani di un artista emergente tra i più trasmessi dai network radiofonici negli ultimi mesi.

Interamente prodotto assieme a Matteo Cantaluppi (Thegiornalisti, Dimartino, Ex-Otago), “Balìa” vede Delmoro rinforzare ulteriormente il suo suono e la sua struttura compositiva, profondamente influenzati dalla tradizione della canzone italiana, dagli anni ’60 ai ’90, ma al contempo colorati con dei toni caldi, sospesi tra italo-disco e balearic. Quasi un Battisti dell'utlimo periodo, volendo scomodare un mostro sacro e - ovviamente - prendendo il paragone con le pinze. 

Perché Balìa

«Balìa, parte da un suono, quasi esotico, come Bahia. Il punto è che non è affatto esotico è, anzi, quasi politico. L’etimo ha a che fare con una figura medievale legata al capo di una giurisdizione e nel tempo è rimasta questa accezione che si rifà al potere. Essere in balìa significa essere sotto il potere di qualcuno. Adesso c'è una grande confusione, con questa crisi dei poteri forti e con forze che ci spaventano... insomma, sembrano ritornare approcci alla società provenienti da esperienze non troppo tranquillizzanti dove l'ego ci tiene in balia».

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