Le storie dei carnici che emigravano in Istria nel viaggio a piedi di Nicolò Giraldi

Il giornalista triestino parte da Collina di Forni Avoltri per raggiungere a fine mese Dignano d'Istria, lungo l'antica rotta degli abitanti del Canal di Gorto, alla ricerca delle loro storie e di un'emigrazione dimenticata

Lo avevamo lasciato sulle strade della Grande Guerra, da Londra a Trieste passando - giocoforza - anche per il Friuli. Lo ritroviamo sempre nella Piccola Patria, questa volta come punto di partenza, per un viaggio più breve ma altrettanto denso di significato. Nicolò Giraldi parte nuovamente, e vista la sua natura non potrebbe fare altrimenti. Distanze da coprire con la sola forza delle gambe, gente da incontrare e storie da raccontare: per 20 giorni e 300 chilometri sarà questo il suo microcosmo, sulle orme di un’emigrazione che non ha avuto molti cantori, quella degli abitanti del Canal di Gorto - la valle di di Forni Avoltri, Rigolato, Ovaro e Comeglians per intenderci - verso l’Istria. «È da molto tempo che volevo approfondire le vicende dei carnici della val di Gorto che dal XVI al XIX secolo migrarono da nord a sud. L’idea è quella di realizzare un reportage giornalistico (uscirà in sei puntate sul Messaggero Veneto) ed un libro sull’antica migrazione, ripercorrendone quanto più fedelmente gli itinerari, per incontrare gli eredi di queste famiglie, raccogliere storie, impressioni, e soprattutto per tentare di “attualizzare” la migrazione» racconta Nicolò.

LE RAGIONI FONDANTI. Non c’è solo voglia di scoprire e divulgare dietro a questo progetto, ma qualcosa di più: «Il clima che si è creato nei confronti di chi migra e si sposta da un luogo all’altro si è surriscaldato quasi in maniera irreversibile, spesso strumentalizzato da chi vorrebbe chiudere in faccia le porte a queste persone» sottolinea Giraldi. «Siamo sempre pronti a puntare il dito contro chi viene da fuori, contro gli immigrati, i richiedenti asilo, i migranti, senza ricordarci che in fondo l’umanità si è sempre spostata. Un tempo ci si accaniva contro gli istriani, contro la gente proveniente dal sud d’Italia, e via dicendo, in una continua creazione del nemico. Ebbene, il viaggio  è  stato progettato proprio per questo: come facciamo a parlare di migrazione in maniera competente se non conosciamo la nostra memoria?».

GLI INCONTRI. Durante il percorso l’autore incontrerà anche persone che si occupano di viandanza, giornalisti, fotografi, semplici cittadini che hanno deciso di fare alcuni passi assieme, e ancora cantanti, richiedenti asilo, studenti. Partenza ufficiale da Collina di Forni Avoltri mercoledì 13, arrivo a Dignano d’Istria, nella parte occidentale della penisola. Buon viaggio Giro. 
 

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