Cronaca

Processo ai vertici della Danieli, emesse due condanne

Gli imputati sono stati giudicati responsabili di esterovestizione e invece assolti dall'accusa di frode fiscale. La difesa ha annunciato appello

Assoluzione, per il reato di frode fiscale, e condanna per quanto riguarda l'accusa di esterovestizione. Si è conclusa con questa sentenza emessa dal Tribunale di Udine la vicenda giudiziaria che ha coinvolto alcuni dirienti del Gruppo Danieli. Le ipotesi di reato si riferivano a una presunta evasione e maxi frode fiscale.

Assoluzione

Il presidente Giampietro Benedetti, Alessandro Brussi e Enzo Ruscio 

— per i quali il pubblico ministero Claudia Danelon aveva chiesto una condanna a quattro anni — sono stati assolti dal reato di frode fiscale. 

Assolto l'ingegner Ruscio "perché il fatto non sussiste"

Condanna

Sia Benedetti che Brussi sono stati condannati a un anno e dieci mesi ciascuno, con la sospensione condizionale della pena, per l'accusa di aver 'esterovestito' alcune società, e alla confisca di beni per 30 milioni. L'esterovestizione consiste nella fittizia localizzazione all'estero della residenza di un soggetto che vive od opera in Italia, allo scopo di godere di un regime fiscale più vantaggioso. Assolti invece i quattro amministratori delle società lussemburghesi coinvolte. La difesa ha già annunciato appello.

La Danieli

Il Gruppo Danieli ha espresso "soddisfazione" per la sentenza di assoluzione con formula piena emessa dal Tribunale di Udine in merito all'ipotesi di frode fiscale, ma ha "manifestato viva sorpresa quanto alla condanna pronunciata relativamente alla contestata ipotesi di esterovestizione". Lo riporta un comunicato della società, precisando che sulla vicenda esterovestizione "si erano già espressi in senso favorevole alla società, il Gip presso il Tribunale di Udine, due Commissioni tributarie provinciali, con due sentenze favorevoli alla società, e, da ultimo, la stessa Agenzia delle entrate che, in autotutela, aveva annullato tutte le contestazioni". Danieli ha comunque sottolineato che "tale sentenza riguarda esclusivamente fattispecie di matrice fiscale, non è esecutiva e non implica alcuna conseguenza negativa per la finanza della società".  Danieli, confermando "piena fiducia nell'operato dei propri amministratori", ha evidenziato che la "sentenza non avrà conseguenza sulla governance del gruppo e le proprie strategie finanziarie ed industriali". 

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