Aut aut della Granarolo: "O cassa integrazione o ce ne andiamo"

Granarolo pronta a ritirare l'offerta se non verrà accettata la cassa integrazione per 104 dipendenti delle Latterie Friulane. Oggi picchetto davanti allo stabilimento e vertice tra le parti in Regione. Le rischieste e le speranze dei dipendenti

Lo striscione che questa mattina alcuni dipendenti hanno portato in Regione

La Granarolo ha lasciato il tavolo in Regione per discutere il salvataggio delle Latterie Friulane nel primo pomeriggio di oggi con un vero e proprio ultimatum: il gruppo emiliano è infatti intenzionato a ritirare l'offerta presentata per rilevare le latterie di Campoformido se non sarà accettata la proposta di cassa integrazione straordinaria per 104 lavoratori su 183 dipendenti. Una soluzione che non piace proprio a loro, i lavoratori, che hanno deciso di scioperare e che questa mattina erano, oltre che nel presidio fuori dalla sede di Campoformido, anche davanti all'ingresso del palazzo regionale. 

"La Granarolo non deve entrare in Friuli", ci dice uno dei dipendenti in attesa di notizie dal vertice. E continua, sventolando una bandiera del Friuli: "Se dovesse accadere, andremo tutti a casa. Ora non ci resta che sperare nel Consorzio Agrario, altrimenti sarà un danno incalcolabile per la nostra terra”.

Più moderato invece il pensiero di un altro storico dipendente, venuto a manifestare con entrambi i suoi figli: “La situazione è la conseguenza di una malgestione che Latterie Friulane si porta dietro da diversi anni. Noi dobbiamo puntare sulla territorialità. Il latte deve essere prodotto, lavorato e bevuto in Friuli. Siamo contrari a questo piano perchè non ci garantisce nessun futuro. Se invece Granarolo dovesse fare un passo indietro, garantendo la produzione in Friuli di mozzarelle, stracchino, ricotta e altro, e quindi non solo di Montasio, allora si potrebbe trattare e trovare una linea condivisa".

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Al tavolo fiume nel palazzo della Regione di Udine hanno partecipato anche i rappresentanti di Confindustria, Latterie Friulane, sindacati e, appunto, del gruppo emiliano, davanti al vice presidente del consiglio regionale Bolzonello. Uscendo la Granarolo avrebbe ribadito le proprie intenzioni, lasciando gli altri interlocutori a discutere su cosa fare. Intanto la Uil ha scelto di revocare lo sciopero, indetto a oltranza assieme alla Cgil. Sigla, quest'ultima, che rappresenta la maggior parte dei lavoratori delle latterie, più restia a tornare sui propri passi e che ha mantenuto per il momento la volontà di scioperare. La Cisl, invece, aveva già dichiarato di non essere favorevole allo sciopero, tanto che al presidio, dove i lavoratori si sono già attrezzati per restare fermi a oltranza facendo turni di presenza di sei ore, le bandiere del sindacato erano già state tolte in mattinata. Se non sarà accolta la proposta Granarolo la prospettiva potrebbe ormai essere la messa in liquidazione volontaria.

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