Bob Martin: concessa la moratoria, ma a costo zero

Concessi 30 giorni di tempo da parte dell'azienda per valutare eventuali proposte d'acquisto, ma a condizioni durissime. Dopo quasi 4 ore di confronto i dipendenti hanno deciso di accettare l'accordo offerto dalla multinazionale inglese ma solo fino al 15 ottobre, ovvero per 20 giorni. La decisione sarà ratificata solo domani in assemblea

I lavoratori in attesa del responso all'incontro all'Api

"80 anni di storia cancellati"; "Chiediamo il nostro lavoro non per pietà ma per dignità". Queste sono solo due delle frasi scritte sui cartelli tenuti in mano dai circa 60 dipendenti presenti al presidio di viale Ungheria, sotto la sede dell'Api dove era in corso l'incontro sul destino della Bob Martin, il sito di Sant'Osvaldo specializzato nella produzione di mangimi e accessori per animali. Presenti al vertice, che aveva l'obiettivo di prorogare la moratoria di altri 30 giorni prima della chiusura definitiva dei cancelli dell'ex Encia ed ex Nestlé, i 3 rsu aziendali, Giovanni Longo, Rocco Fiore e Loretta Comici, i rappresentanti sindacali di Cisl e Cgil, rispettivamente Claudia Sacilotto e Fabrizio Moruccutti, l'assessore comunale Federico Pirone, in sostituzione dell'assente Honsell, il liquidatore dell'azienda, Giovanni Lato, e il rappresentante dell'Associazione Piccole Industrie. Una richiesta di tempo logica, necessaria per dar tempo ai due potenziali acquirenti che si sono fatti  avanti con il vicepresidente regionale, Sergio Bolzonello, per valutare il tipo di acquisto (un sito di 60 mila metri quadrati fra campi e capannoni destinati alla sola produzione manifatturiera), le eventuali proposte che potrebbero essere inserite in gioco (ipotizziamo possibili contributi, sgravi o detassazioni varie) e dare una speranza in più alle oltre 200 persone - fra figli e coniugi - coinvolte. 

Un mese di moratoria ma a costo zero

Lunga e dura è stata la trattativa con i rappresentanti della multinazionale inglese. E altrettanto lunga e animata, dopo tanta attesa, è stata la discussione fra i lavoratori e i sindacalisti nata alla notizia della proposta di accordo da sottoscrivere. Il mese di moratoria, infatti, è stato sì concesso dai rappresentanti della Bob Martin, ma a costo zero e a patto di alcune dure condizioni da firmare all'unanimità. L'apertura supplementare si avrà se e solo se sarà sottoscritto un accordo tombale

Chiesti 20 giorni anzichè 30

Numerose le clausole di "penalizzazione" previste dal documento, tanto che la prima votazione fra i lavoratori, dopo lunghe trattative, ha visto i dipendenti spaccati in due fronti, fra chi voleva accettare l'accordo e chi, magari costretto da contingenze economiche, voleva già accedere da domani alle procedure di mobilità. Alla fine, dopo quasi 4 ore estenuanti di confronto, i dipendenti hanno deciso di accettare l'accordo, ma solo fino al 15 ottobre. La decisione sarà però ratificata solo domani in assemblea. 

Le condizioni di previste dall'accordo:

Queste, in sintesi, le richieste da sottoscrivere: la cessazione della retribuzione da oggi al 25 ottobre dei veri rati, ovvero la maturazione della tredicesima, della quattordicesima e delle ferie (condizione che riguarderà anche i giorni non lavorati in settembre); tutti i dipendenti non percepiranno quindi busta paga per la metà di settembre in cui non hanno lavorato, né per ottobre, ad esclusione di una decina di persone selezionate dall'azienda che ricomincerà a lavorare per permettere alla casa madre di caricare e ritirare i camion con le materie prime, le merci e i prodotti finiti da trasportare in un altro sito (macchinari esclusi). Dulcis in fundo, la cessazione - ovvia - dello sciopero e il mantenimento di un clima favorevole, di collaborazione e di agevolazione che non vada a sminuire il nome del marchio attraverso i veri media, come successo, secondo la società, dal 14 settembre scorso

Il caso: quando moglie e marito lavorano nella stessa azienda

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