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Cronaca

Il lato positivo dei Social, le vittime del molestatore del Suv rosso in contatto grazie a Facebook

E' stato grazie alla condivisione dell'episodio su Facebook da parte di una giovane donna se altre cinque ragazze hanno potuto confrontarsi per scoprire di essere tutte vittime del molestatore del Suv rosso. Una condivisione virtuosa che ha portato dapprima alla denuncia e poi alle indagini

Spesso accusati di essere ricettacolo di fake-news e luoghi digitali utili per celarsi sotto mentite spoglie, è vero anche che i Social network altrettanto spesso diventano spazi di condivisione capaci di impattare positivamente sulla realtà

E' stato infatti grazie alla condivisione della vicenda sui social se il molestatore del Suv che si aggirava per le strade di Udine, masturbandosi pubblicamente davanti a giovani donne, ha avuto una risonanza tale da spingere la vittima a denunciare l'accaduto dapprima sui social per poi scoprire di non essere l'unica ad aver subito le stesse molestie.

La storia

L'indagine è scattata dopo che una ragazza di Udine, mentre aspettava l'autobus in via Lumignacco, come vi abbiamo raccontato in un nostro precedente articolo, è stata avvicinata da un uomo che, sceso dalla sua auto – un suv Range Rover Evoque di colore bordeaux – le ha esibito le parti intime, toccandosele. La ragazza, una volta salita sull'autobus, ha allertato il 112, descrivendo il molestatore, un uomo di statura media dai capelli neri, e l'auto, un suv Range Rover Evoque di colore bordeaux. La stessa ha poi raccontato l'episodio tramite Facebook e si è vista riferire da un’amica di aver vissuto la stessa situazione qualche giorno prima, sempre con un uomo a bordo di un suv bordeaux come protagonista. 

A distanza di giorni, altre tre donne, condividendo lo stesso post, hanno poi scoperto di essere state inconsapevoli vittime dello stesso soggetto. L’ascolto delle donne e il confronto dei loro racconti hanno permesso agli investigatori della Squadra Mobile di ricostruire almeno 5 episodi, che si collocano negli ultimi due anni, da gennaio 2020 a gennaio 2022, il cui protagonista è lo stesso uomo. Le vittime hanno raccontato che, mentre facevano jogging, in zone campestri della città, venivano avvicinate e superate dall’autovettura che si fermava lungo la via in attesa del loro arrivo. Poco prima, l’uomo scendeva dalla macchina esibendo i genitali. 

Ecco quindi come la condivisione degli episodi sui social abbia contribuito al buon esito della vicenda, come conferma anche lo Studio Tutino che segue il caso, sicuramente le decine di commenti a supporto della donna.

Il lato positivo della condivisione

"Per prima, la Signora AM da Udine su suggerimento dello Studio Tutino ha formalizzato la denunzia che ha permesso di verificare immagini registrate nei sistemi TVCC cittadini ed altro per arrivare alla targa del sospettato - racconta lo studio di avvocati Tutino - Grazie anche alla stampa on Line, che ha permesso, in poco tempo il correre della notizia e l’identificazione di altre vittime, ben cinque, un numero importante. L’annuncio del fatto, qualche settimana fa ha permesso che diverse persone si confrontassero e collegassero per identificare il responsabile e risolvere il caso".

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