Il Friuli Venezia Giulia inizia a vaccinarsi, è il giorno del V-Day

"Un giorno storico" ha affermato il Presidente della regione Fedriga. "Nelle prossime settimane in arrivo 58mila dosi di vaccino in FVG - dichiara il Governatore - Come Regione siamo pronti alla somministrazione ordinaria, ma mancano ancora le conferme necessarie".

 

Un giorno che resterà sicuramente nella memoria di tutti coloro che hanno vissuto questo "assurdo" 2020, un giorno, ci si auspica, di riscossa di vittoria: oggi in tutta Italia come già annunciato dal Premier Conte e dal Ministro della Salute Speranza è partita la più grande campagna vaccinale della storia, quella contor il Covid19. Non fa eccezione il FVG.

Anche nella nostra regione stamani, sono arrivate le prime dosi di vaccino destinate a 265 operatori sanitari che in giornata si sottoporranno alla profilassi all'interno della sede della Protezione Civile di Palmanova. Finora circa 40 le persone vaccinate in FVG.

In cima all'elenco dei primi destinatari del vaccino relizzato da Pfizer- BionTehc la Dottressa Ariella Breda, che lo scorso 29 febbraio individuò il primo paziente covid19 della regiona a Gorizia.

Il Presidente Massimiliano Fedriga

"Un giorno storico - ha annunciato il Governatore Fedriga - Ci auguriamo che questo inizio alimenti un cambio di prospettiva. I passaggi non sono scontati. Servono dosi per raggiungere il prima possibile l'immunità di gregge. Noi come regione siamo pronti per partire con l'attività ordinaria ma resiamo in attesa di conferma. Intanto anche il vaccino di Astrazeneca, si sta rivelando coprente al 95% ed è una buona notizia. Al Fvg saranno assegnate nel mese di gennaio 58mila dosi che andranno utilizzate per la prima vaccinazione e per i richiami, quindi di fatto dovremmo consisderarne la metà. Per la vaccinazione di massa, non abbiamo ancora certezze. Per marzo ci auspichiamo di riuscire a coprire tutto il personale sanitario e le case di riposo. Seguiranno poi glio over 80 e over 70"

"Per convincere le persone a vaccinarsi è indispensabile chiarezza e trasparenza. Dobbiamo spiegare gli effetti collaterali (che ricordiamo sono comunque estremamente limitati) e raccontare con evidenza scientifica che ogni medicina, anche la emplice aspirina, piò avere delle controindicazioni. Ecco allora che si deve rapportare il rischio di contrarre la malattia senza vaccino, e il rischio che si verifichino tali effetti collaterali e si ha la risposta. I cittadini sono maturi, ed è importante fidarsi della scienza. Prima ci si vaccina, prima si potrà tornare alla vita di prima"

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