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Cronaca Martignacco

Servizi sociali nei Comuni anti Uti, i disagi denunciati dagli amministratori

Cambiati 5 assistenti sociali in due anni e mezzo a Pavia di Udine. Questo e altri tipi di ostacoli stanno subendo in ambito socio-assistenziale i 4 Comuni che non si sono uniti all'Uti Friuli Centrale. Zanor: "A rispondere ai cittadini siamo sempre e solo noi sindaci, non Honsell o Manto". Riccardi: "Chiederò il Tso per Panontin e Serracchiani"

"Esiste una convenzione, rispettatela!" I 4 Comuni "liberi" - così si definiscono -, ovvero le amministrazioni dissidenti che non hanno accettato di entrare a far parte dell'Uti Friuli Centrale, si sono riuniti oggi in conferenza stampa per lamentare i disservizi che stanno subendo nel servizio sociale a causa di un mal celato "boicottaggio" da parte della stessa Uti e della Regione verso quei comuni che non hanno aderito alle Unioni Territoriali Intercomunali. Presenti al tavolo, oltre ai sindaci e gli assessori di riferimento delle amministrazioni di Martignacco, Pagnacco, Pasian di Prato e Pavia di Udine, anche l'assessore provinciale Elisa Battaglia e i capo gruppo regionali Riccardo Riccardi e Luca Ciriani.

Diversi i casi e i nodi al pettine, il più clamoroso è senza dubbio l'esempio riportato dal sindaco di Pavia di Udine, Emanuela Nonino, che ha raccontato come in due anni e mezzo i suoi utenti siano stati costretti a cambiare ben 5 assistenti sociali. Scelta che, come è facile immaginare, ha costretto d a ricominciare daccapo i percorsi di anamnesi, avvicinamento e fiducia fra operatore e paziente. 

Caos servizi sociali: la conferenza stampa dei Comuni di Martignacco, Pagnacco, Pasian di Prato e Pavia di Udine

Il boicottaggio 

L'assemblea dei Comuni "liberi" ha ricordato che l'Uti Friuli Centrale (previsto anche per i paesi dissidenti, votato con soli 3 voti a favore e 2 astensioni e fissato a 32 milioni di euro per il settore sociale) ad oggi non ha ancora comunicato né le strategie, né il regolamento e neppure i progetti finanziati, nonostante l'alta posta in palio e l'importanza dell'argomento. Vanificando, difatto, il buon lavoro portato avanti precedentemente dagli Ambiti socio assistenziali, punto di riferimento da cui le Uti dovevano prendere ispirazione. Molti i progetti saltati (il microcredito, ad esempio, e lo psicologo di comunità) e i punti ancora in sospeso: dai rimborsi sulle spese dei mezzi del personale in servizio, alla mancanza delle delibere su rette degli asilo nudo, agli elenchi Mia, agli appalti di assistenza domiciliare scaduti e prorogati, ecc... . 

Le dichiarazioni (interviste video)

“Dal primo gennaio non abbiamo comunicazioni in merito”, lamentano i rappresentanti riunitisi nella sala consigliare di Martignacco. Ci sentiamo ostaggi della Regione e del sistema Uti, ma ricordiamo che il Tar ha riconosciuto la legittimità della nostra scelta di auto-escluderci dalle Uti e ha riconosciuto la nostra autonomia e libertà. Chiediamo il rispetto della convenzione - spiegano -, l'accesso agli atti e alle risorse economiche che devono essere appannaggio di tutti i Comuni, Uti o non Uti”. 

Il padrone di casa, il sindaco di Martignacco, Marco Zanor, ha inoltre aggiunto: "Chi risponde ai cittadini non sono mai Honsell o Manto (rispettivamente presidente e direttore dell'Uti Friuli Centrale di cui fanno parte gli altri 6 Comuni aderenti: Campoformido, Pozzuolo del Friuli, Pradamano, Tavagnacco, Tricesimo e Udine) che hanno le responsabilità dirette del servizio. Ma a rispondere siamo sempre e solo noi sindaci".

"Il cittadino non capisce che il servizio sta peggiorando a causa delle Uti e del boicottaggio del sindaco Honsell - ha aggiunto il consigliere di Forza Italia, Riccardo Riccardi -. Se dovessimo vincere noi le elezioni del prossimo anno, toglieremo tutte le penalizzazioni ai Comuni dissidenti e - scherzando - chiederemo il Tso per Panontin e quell'altra", sottintendendo chiaramente la presidente Serracchiani. 

Uti: Panontin e Serracchiani replicano a Riccardi e ai sindaci dissidenti

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