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Martedì, 21 Maggio 2024
disagio giovanile / Centro / Corte del Giglio

Pestato in pieno centro da una banda di ragazzini per una sigaretta non data

Aumentano i casi che testimoniano il disagio di giovani e giovanissimi in centro città: venerdì sera un uomo di 36 anni è stato malmenato da un gruppo di minorenni in Corte del Giglio

Doveva essere la città della sicurezza, ma qualcosa evidentemente non sta funzionando. Spostiamo per un momento l'obiettivo lontano da borgo stazione dove le cose, nonostante gli sforzi militareschi dell'amministrazione, non stanno migliorando affatto: concentriamoci sul centro di Udine, il salotto che dovrebbe essere ordinato e tranquillo. Tempo fa avevamo descritto la situazione di galleria Antivari, dove residenti e commercianti segnalano da tempo - ai media ma anche alla polizia locale - la presenza di bande di giovani e giovanissimi che disturbano con schiamazzi e imbrattamenti, ma anche sporcando e importunando chi attraversa la galleria che collega piazza XX Settembre a via del Gelso. A quanto pare, però, quello non è l'unico luogo di ritrovo di ragazze e ragazzi che si ritrovano in angoli del centro costruendosi una socialità alternativa che prevede il disturbo delle altre persone come attività principale. Stiamo parlando di Corte del Giglio, tra via dei Rizzani e via Sarpi. Partiamo dall'ultimo episodio in senso cronologico: venerdì sera, 12 agosto, intorno alle 20.30, una banda di almeno cinque giovani ha pestato a sangue un passante perché aveva negato a uno dei ragazzi una sigaretta.

L'episodio

Venerdì sera 12 agosto, intorno alle 20.30, un uomo di 36 anni attraversa Corte del Giglio come è solito fare per raggiungere un locale del centro. Un gruppo di giovani, che comprende anche due ragazze, sta bighellonando sui gradini della corte quando lo vede passare. Uno dei ragazzi chiede all'uomo una sigaretta, ma davanti alla risposta negativa, insiste. «Anche se ce l'avessi avuta, non glie l’avrei data - ci racconta l'uomo - perché sono abbastanza certo che fossero minorenni. E così l'ho invitato a lasciarmi in pace, chiedendogli se non aveva di meglio da fare». Una frase innocua, che però è bastata a far scattare la scintilla. Quella scintilla che basta a chi, evidentemente, non si accorge che sì, avrebbe certamente qualcosa di meglio da fare ma non sa dove trovarla. 

«Hanno cominciato a urlarmi sfottò e minacciarmi, dicendomi se volevo botte. E così il ragazzo ha sferrato il primo pugno. Io ho reagito con uno schiaffo e a quel punto si sono alzati tutti gli altri». Comincia così il pestaggio di gruppo, a cui l'uomo non reagisce. Uno contro cinque, con calci, pugni e un ombrello. «Ho pensato solo a non reagire e a parare qualche colpo, erano ragazzi quasi certamente minorenni. Le due ragazze sono rimaste in disparte, solo dopo un po' hanno gridato di smetterla». L'aggressione avviene nel mezzo di una serata di inizio weekend, quando i locali a pochi passi sono già pieni di persone. Nessuno interviene, nessuno fa nulla, se non un passante che chiede all'aggredito se ha bisogno di aiuto. «Sono andato in un locale a medicarmi, perché sanguinavo parecchio e poi mi sono recato al pronto soccorso, dove sono arrivato piuttosto stordito», ci racconta. La prognosi è di cinque giorni: le botte sono arrivate soprattutto su volto, naso, labbro, collo, tempie e mascella, senza risparmiare cervicale, costole e schiena. «Il naso non me l'hanno controllato, mi hanno fatto i raggi alla cervicale e poi mi hanno spedito a casa con gli antidolorifici. Dovrò tornare dal medico, però, perché ho qualche difficoltà a masticare e appena avrò tutte le carte andrò a fare denuncia». La speranza dell'uomo è che le diverse telecamere che ci sono nella Corte abbiano registrato l'aggressione, così identificare la banda non sarà difficile. «Udine è piccola, per capire chi sono questi ragazzi basterà poco, vorrei solo che i loro genitori sapessero cosa fanno».

La Corte del disagio

Corte del Giglio è un luogo urbano affascinante, un collegamento tra due dei luoghi più affollati della socialità udinese, via dei Rizzani con Largo dei Pecile e via Sarpi. Nel mezzo, praticamente un buco. Luogo perfetto per ritrovarsi cercando di passare inosservati. Da una parte i gradoni verso i Sarpi, ideali per giocare con lo skate e chiacchierare, dall'altra l'androne buio tra i palazzi, con una grande scala in metallo, vetro e cemento che letteralmente non porta da nessuna parte, essendo tutti gli esercizi commerciali chiusi. «Adesso la situazione è anche tranquilla - ci racconta il cameriere di un pub che si affaccia sulla corte - d'inverno è anche peggio». Gli chiediamo cosa succede e lui ci racconta di come i ragazzi, sempre giovanissimi, si ritrovano sulle scale a bere e fumare, lasciando mozziconi di sigarette e canne, ma anche bottiglie, un po' dappertutto. «Il più delle volte non succede nulla, se non che fanno un po' di casino e dicono cose a chi passa. A volte lasciano tutto sporco e altre disturbano la clientela e i residenti. Spesso hanno l'abitudine di intrufolarsi anche nel parcheggio multipiano del palazzo, con scuse di vario tipo. Qualche tempo fa un ragazzo ha fermato il portone mentre un'auto usciva, ha detto che suo padre abitava lì e quando gli è stato chiesto il nome è scappato. Quando riescono ad entrare raggiungono una specie di terrazza dove si ritrovano a fare chissà cosa», ce la indica con il dito, scuotendo la testa.

Alcune immagini di Corte del Giglio

Corte del Giglio

Se è vero che il più delle volte "non succede niente", è sufficiente un singolo episodio come il pestaggio gratuito di venerdì per riflettere sul fatto che siamo ancora al punto in cui giovani e giovanissimi faticano a trovare attività e spazi sociali "utili". In città non ne mancano, pensiamo all'associazione giovanile Get Up, ai vari circoli Arci (anche se sono dedicati ai più grandi, ma non mancano iniziative per tutte e tutti), all'Informagiovani... ma, evidentemente, non sono sufficienti. Tra gli "anta", i più diranno probabilmente "questi episodi sono sempre successi, alla mia età continuamente". Il problema è proprio questo: siamo ancora a questo punto?

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