menu camera rotate-device rotate-mobile facebook telegram twitter whatsapp apple googleplay

Lingua italiana e parità di genere: alleanza tra gli atenei di Udine e Trieste

Le due Università hanno firmato una dichiarazione di intenti per salvaguardare l'uso non discriminatorio dell'italiano

Favorire l’uso al femminile della lingua italiana, nella vita quotidiana e negli atti e documenti ufficiali, per contribuire alla parità di genere. È l’obiettivo della “Dichiarazione d’intenti per la condivisione di buone pratiche per un uso non discriminatorio della lingua italiana” firmata dalle università di Udine e di Trieste e dalla Scuola internazionale superiore di studi avanzati (Sissa) del capoluogo giuliano.
 
Le tre istituzioni, in particolare, si impegnano: ad adottare attraverso il linguaggio misure di sensibilizzazione rispetto alla cultura e alle discriminazioni di genere; a promuovere un linguaggio che registri anche la presenza del femminile e di tutte le possibilità di genere nei vari aspetti della vita quotidiana; a scoraggiare l’uso di tutte le forme legate a una visione discriminatoria del mondo per quanto riguarda il genere; ad adottare sistematicamente nei documenti ufficiali un linguaggio non discriminatorio; a impostare percorsi d’informazione, formazione e aggiornamento per il proprio personale per consolidare un uso non discriminatorio della lingua italiana.
 
«Attraverso un uso corretto della lingua italiana – spiega Renata Kodilja, delegata dell’ateneo per le pari opportunità – si può mettere in atto un esercizio quotidiano di critica a discriminazioni che passano spesso inosservate e rispetto alle quali è sempre più necessario costruire consapevolezze e sensibilità».
 
La lingua, infatti, è uno strumento che, attraverso l’uso quotidiano, può mettere in discussione pregiudizi, stereotipi e discriminazioni. Tanto che, in molti Paesi, anche dell’Unione europea, sono ormai consolidate, e sancite a livello istituzionale, pratiche di uso non discriminatorio della lingua.

 
«Anche per l’italiano – sottolinea Fabiana Fusco, delegata dell’ateneo per la didattica e referente per la formazione sull’uso del linguaggio amministrativo – è possibile usare in maniera non discriminatoria l’italiano senza stravolgerne la grammatica, ma anzi incrementando le possibilità espressive della lingua stessa».

Argomenti
Condividi
In Evidenza
Attualità

Anche la Croazia lancia le isole Covid free

Ultime di Oggi
Potrebbe interessarti
In primo piano
Torna su

Canali

UdineToday è in caricamento