Un incontro a Palazzo Morpurgo che potrebbe cambiare l'attualità friulana

Utili riscontri dall'assessore comunale udinese alla Cultura, Cigolot, alla proposta dello storico romano Barbagallo di attirare in Friuli flussi significativi di turismo culturale attratto dai miti arturiani e dai misteri delle reliquie cristologiche riferiti all'antica Aquileia, di cui Udine è storica e funzionale erede.

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di UdineToday

Proficuo incontro a Udine, a Palazzo Morpurgo, mercoledì 1° agosto 2018, tra l'assessore comunale alla Cultura, sig. Fabrizio Cigolot, e lo studioso romano Alfredo Maria Barbagallo, accompagnato dal presidente dell'Arengo cittadino nonché del Club per l'Unesco di Udine, prof.ssa Renata Capria D'Aronco, e dal suo omologo alla guida del Movimento Civico Culturale Alpino-Adriatico “Fogolâr Civic”, del Circolo Universitario Friulano “Academie dal Friûl” e del Coordinamento Euroregionalista “Europa Aquileiensis”, prof. Alberto Travain. L'Amministratore municipale ha espresso sincera considerazione per le sollecitazioni culturali formulate dallo storico, impegnato in uno studio oramai decennale sulla vicenda delle reliquie cristologiche che l'ha fatto suggestivamente imbattere in eccezionali vicissitudini della grande Aquileia, legate al mito del Santo Graal e di Re Artù. “Cosa c'entra Udine con Aquileia?” si dirà. “C'entra nella misura in cui veramente i suoi Amministratori vogliono e sanno rivitalizzare nell'attualità l'ambizione suprema della piccola cosiddetta 'Capitâl dal Friûl'” ha rimarcato Travain: “Se il Comune di Udine si farà carico, anche nello specifico, di coinvolgere 'motu proprio', senza mai piegarsi ad ostruzionismi di varia natura, molteplici soggetti del territorio in una riflessione attorno ad ipotesi storiche circostanziate, additanti, tra l'altro, significativi sviluppi nel campo di una promozione culturale ed economica del Friuli, in particolare in un settore turistico qualificato con prospettive di buoni riscontri anche come ricadute di coscienza identitaria, vorrà, allora, dire che la strada è imboccata”. In tale prospettiva, l'assessore Cigolot si è mostrato pronto a passi conseguenti. “Per teorie che richiederanno comunque decenni di dibattito storico-culturale sulle fonti, le possibilità di turismo culturale di qualità ad Aquileia e in Friuli sarebbero praticamente infinite” ha sottolineato Barbagallo, il quale, nel supposto equivoco di Glastonbury, in Inghilterra, in cui si sarebbero confuse le spoglie di due imperatori romani omonimi, giustiziati in terra aquileiese, con quelle del mitico Artù, e nel possibile riconoscimento della rappresentazione, nella cripta basilicale dell'antica metropoli friulana, della celebre Reliquia del Sangue di Cristo, storicamente rinvenuta e conservata nella suffraganea Mantova, vede senz'altro prospettive importanti per il territorio regionale: “Solamente valutando l'attuale ed imponente circuito di visita e convegnistica culturale a Glastonbury e nelle Isole Britanniche, cui va ovviamente aggiunta la formidabile pressione americana, ci si rende conto su come ad Aquileia potrebbe depositarsi un flusso immenso di investigazione e studio. Le ricadute per l'occupazione d'area, in particolare, ma non solamente, giovanile, potrebbero rivelarsi di forte interesse e durata nel tempo. Convegnistica internazionale, fruizione associazionistica, ospitalità alberghiera, relazioni, gemellaggi, presenze giornalistiche e radiotelevisive, centralità politica in chiave europea, non solo alcune delle possibilità che verrebbero a proporsi imponentemente alla realtà friulana”. Un'opportunità, quindi, che si offre innanzitutto al ceto politico locale, a scopi di significativa promozione non solo ideale del territorio, strumento di potenziamento e qualificazione delle occasioni lavorative da proporre alla comunità insediata. Una carta da giocare, insomma, ad incremento del bene comune.

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