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La cerimonia

La cerimonia

Un anno senza Giuseppe Zamberletti, il ricordo delle autorità

L'omaggio a Giuseppe Zamberletti ieri nel giorno del primo anniversario dalla sua scomparsa. Tante le autorità intervenute a Venzone e che hanno voluto ricordare il "papà" della Protezione Civile

Un anno fa moriva Giuseppe Zamberletti, per tutti il padre della Protezione Civile. Parlamentare e più volte ministro, protagonista dei soccorsi e della ricostruzione dopo il terremoto in Friuli nel 1976 e quelli in Irpinia e Basilicata nel 1980.

L'associazione "Comuni terremotati e sindaci della ricostruzione" presieduta dal vicesindaco di Gemona, Loris Cargnelutti, lo ha ricordato ieri con una commemorazione a Venzone alla quale, tra le tante autorità e semplici cittadini, ha preso parte anche il presidente del Consiglio regionale, Piero Mauro Zanin e il vicegovernatore Riccardo Riccardi.

Il presidente del Consiglio regionale Piero Mauro Zanin

"Senza memoria non siamo niente, ricordare significa rafforzare la comunità - ha affermato - il presidente del Consiglio regionale, Piero Mauro Zanin. Chi la conosce, sa che la storia friulana dal sisma del '76 in poi è fatta di intelligenza, di responsabilità, di sacrificio e di disponibilità. Allora ci fu una solidarietà che seppe andare al di là di ogni divergenza e differenza. Perché non era stato colpito un individuo, ma una comunità. E quando ciò accade, ci si stringe tutti intorno perché a dover essere tutelato è un simbolo. Allora quegli uomini e quelle donne perseguirono il bene comune da cui viene il bene del singolo, non viceversa. Si tratta di un esempio moderno da perseguire. Fu una ricostruzione non solo fisica, ma anche etica e morale". 

Il Vicegovernatore Riccardo Riccardi

"Oltre la memoria di quello che è stato il terremoto del 1976 per questa terra e il ricordo della figura di Zamberletti, l'occasione di oggi ci offre l'opportunità di guardare avanti lanciando una sfida, quella di riunire tutte le forze, dai sindaci all'Università e alla stessa Protezione civile, in un patto per un obiettivo di vero cambiamento: l'individuazione e la messa in atto di soluzioni per la riduzione dei tempi e della burocrazia nella realizzazione di quelle opere necessarie al ripristino del territorio dai danni causati da una calamità naturale".   

Dal terremoto alla tempesta Vaia

"L'eredità di quella stagione - ha proseguito il Vicegovernatore - arriva fino a oggi, fino a una grande opera infrastrutturale come la terza corsia autostradale, che è figlia di quelle scelte procedimentali, fondate su un modello improntato alla riduzione dei passaggi burocratici. Ma anche lo straordinario sforzo collettivo compiuto nel post tempesta Vaia, con 600 opere e 150 milioni di euro senza alcun ricorso e nel pieno rispetto delle procedure e dei tempi previsti"

A tal riguardo, parole di elogio per l'operato della Protezione civile Fvg sono state pronunciate dal Capo dipartimento Borrelli, il quale ha configurato l'esperienza della tempesta Vaia come un modello relativamente all'efficacia e alla correttezza amministrativa degli interventi. "A dimostrazione - ha concluso Borrelli - di come la Protezione civile del Friuli Venezia Giulia sia una macchina coesa e rodata, che porta avanti gli insegnamenti di Giuseppe Zamberletti".

Oggi il vicepresidente, ha incontrato anche i volontari di Protezione civile di Sappada in occasione della consegna del
nuovo automezzo - un pick-up equipaggiato con dotazioni di servizio
e contraddistinto dalla livrea della Protezione civile
del Friuli Venezia Giulia - che segna l'entrata formale del gruppo comunale nel Sistema integrato di protezione civile regionale.
 

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