Uil Scuola: bene ufficio scolastico regionale di primo livello ma serve personale

Previti (Uil Scuola): “senza innesti di personale negli uffici, nella direzione centrale a Trieste e nelle sedi periferiche degli uffici, non cambia nulla”

“E’ positivo che l’Ufficio scolastico regionale torni a essere un ufficio di privo livello, ma senza innesti di personale non cambia nulla”. Lo sottolinea il segretario regionale della UIL Scuola del Friuli Venezia Giulia Ugo Previti dopo l’intervento nella legge di Bilancio che ha cancellato il declassamento a ufficio di secondo livello che era stata operata nel 2012 nei confronti della Direzione scolastica regionale del Friuli Venezia Giulia, unica delle Regioni a Statuto speciale a subire il declassamento.

L'emergenza

“Serve personale”, ribadisce con forza Previti. “In direzione regionale così come negli uffici scolastici periferici mancano molto più della metà dei dipendenti previsti in pianta organica – sottolinea -. Dovrebbero essere circa 170 divisi nei vari uffici in tutta la Regione. In realtà ce ne sono in servizio meno della metà”. La struttura dell’ufficio scolastico è infatti “fondamentale per il buon funzionamento del sistema scolastico, per mantenere l’eccellenza dell’istruzione offerta agli alunni di questa regione”. 

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L'appello

La Uil Scuola del Friuli Venezia Giulia ha già ribadito in più occasioni la necessità di dotare le istituzioni scolastiche del personale necessario a far funzionare il sistema. Anche in questa occasione rimarca il proprio “No” alla regionalizzazione della scuola e del suo personale, ventilato in Fvg. “La scuola deve restare nazionale perché è funzione dello Stato, costituzionalmente garantita, e l'istruzione non deve essere differenziata da una regione all'altra – continua Previti -. Non vogliamo accada quanto è avvenuto nella sanità, con i noti problemi di cui tutti siamo a conoscenza. Regionalizzare la scuola significherebbe dividerla e minare alle fondamenta l’unità del Paese e il suo stesso futuro”. Previti ricorda come la Uil Scuola tutta sia, “da sempre, ferocemente contraria alla regionalizzazione per gli effetti che un simile provvedimento provocherebbe. La scuola sarebbe condizionata, diventerebbe terreno di scontro politico da un lato e bacino di consenso sociale dall’altro”. L’auspicio del sindacato è che “il Governo ascolti e cambi immediatamente rotta”. 

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