Cronaca Rizzi / Piazzale Repubblica Argentina

L'Udinese lascia lo stadio, Rigotto: "La misura è colma"

I rilievi dell'Anac e tutta la situazione che dalla società viene considerata come elemento ostile spingono il club a cercare soluzioni alternative. Si valuta l'ipotesi Pasian di Prato

“L’Udinese la ritiene la goccia che fa traboccare il vaso. Siamo pronti a recuperare progetti antichi, precedenti alla ristrutturazione della Dacia Arena, e togliere il disturbo andando da un’altra parte”. E’ così che il direttore amministrativo del club, Alberto Rigotto, risponde ai rilievi dell’Anac. L’autorità nazionale anti corruzione ha sollevato diverse perplessità, tra cui l’omesso controllo sui lavori di manutenzione e la variazione del nome in Dacia Arena. “Chiederemo la risoluzione del contratto, pronti a togliere il disturbo – ha specificato Rigotto –. E’ uno degli impianti più belli d’Europa, se il problema siamo noi siamo pronti a togliere il disturbo”. Sulla questione economico finanziaria Rigotto non ha dubbi su come sarà necessario agire. “Non chiederemo nessun risarcimento ma solo il rientro delle somme anticipate e delle spese, circa 48 milioni e mezzo di euro che abbiamo investito in tutti questi anni”. Quale il futuro quindi per il club? Ci sono altre amministrazioni comunali che ci accoglierebbero a braccia aperte. Siamo in contatto con altre realtà e potremmo fare l’impianto da qualche altra parte. Abbiamo già contatti con Pasian di Prato, ma ci sono anche altri Comuni. Nel cassetto ho già dei progetti pronti”.
 

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