Cade sul sentiero, il gestore del rifugio la carica in spalla e la salva

Una donna udinese classe 1952 è rimasta vittima di un infortunio nella pedemontana pordenonese nel tardo pomeriggio di martedì

Un’udinese classe 1952, nel tardo pomeriggio di ieri, è stata costretta a chiedere l’intervento del Soccorso alpino della Valcellina, a causa di un infortunio nella Val Cimoliana. 

La richiesta

La chiamata è arrivata direttamente dai gestori del Rifugio Pordenone, raggiunti da uno dei compagni di gita della dona, caduta durante la discesa dalla Val Menon nei pressi di Casera dei Pecoli. Si tratta, casualmente, dello stesso punto in cui l'altro giorno è deceduto il signore di Verona, che invece stava percorrendo il sentiero in salita. La zona è priva di copertura telefonica. 

Il salvataggio

La donna non era più in grado di camminare, essendosi procurata una frattura alla caviglia. Il gestore del Rifugio Pordenone, d'accordo con il capostazione del Soccorso Alpino della Valcellina con cui era in comunicazione via radio, si è mosso per primo dal rifugio con il suo mezzo fuoristrada per raggiungere la donna sul posto. Il rifugio è il punto più vicino - le squadre del Cnsas si erano nel frattempo mosse da Claut ma avrebbero impiegato molto più tempo ad arrivare lungo la strada - e approssimandosi il buio - motivo per cui l'elicottero non ha potuto partire - ha caricato la donna in spalla e l'ha trasportata in auto fino al parcheggio del rifugio, dove la donna è stata accolta dall'ambulanza partita da Cimolais e nel frattempo giunta sul posto per condurla in ospedale.

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