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Il riposo dei 2 mori: riemerse le firme dei loro creatori

I due giganti, chiamati "l'italiano e il tedesco", hanno di nuovo un padre, anzi due: Angelo Rossetti e Olimpio Cischiutti. Sono queste le firme ritrovate dei due artigiani che realizzarono i due 'automi' in rame nel 1850

Dopo la complessa operazione di smontaggio, effettuata ieri mattina all'ombra della Torre dell'Orologio, oggi l'equipe di specialisti che interverrà nel restauro e nella pulizia dei due mori, ha potuto finalmente avvicinarsi ai due giganti di rame. E' iniziato così il complesso lavoro di analisi sugli interventi da poter eseguire, e la scoperta, o più probabilmente, la riscoperta, di 2 incisioni che attestano la paternità delle due statue. In entrambi gli automi, sulla spalla sinistra, è infatti riapparsa questa scritta: "Angelo Rossetti e Olimpio Cischiutti. Udinesi fecero l'anno MDCCCL (1850)".  Sulla spalla opposta invece, la firma dei restauratori che intervennero cento anni più tardi, nel 1950, ad un loro recupero: "Rimodernato dall'officine Martini Via Cisis. Udine 1950".

Questa la grande novità della prima giornata nel laboratorio, aperto al pubblico, allestito nel Tempietto ai caudti nella Loggia di San Giovanni. "Oggi è la prima giornata di lavoro - ci conferma il restauratore Domenico Ruma, titolare del laboratorio Laar. - Una pausa di riflessione dopo i ritmi di lavoro di ieri, dedicata in parte alle analisi chimiche e scientifiche che sono preliminari al restauro. Questa mattina c'è stato il primo approccio da vicino, nella calma e nella solitudine, utile per poter stabilire il più corretto metodo di intervento".

Ma chi sono gli artefici dei due giganti in rame, conosciuti anche come 'Simon e Danel' o 'Gradine e Baleben'? "Questa è una delle rare volte in cui in un'opera antica c'è la firma di chi l'ha realizzata - ci spiega il restauratore Ruma.- In realtà i due realizzatori non sono molto noti. Solo Cischiutti era conosciuto per un suo importante intervento di manutenzione sull'angelo del campanile di Grado".

Il restauro sarà effettuato grazie all'importante contributo, circa 200 mila euro, messo a disposizione dal Gruppo Danieli e terminerà a inizio gennaio 2015. Rispetto al recente intervento che aveva riguardato l'angelo del castello, sempre condotto dallo stesso Ruma, i mori risultano conservati meglio. "Questo soprattutto per la loro più giovane età - precisa Ruma -. Sono molto più giovani, di circa cento anni. Ciò nonostante anche queste due statue presentano forme di alterazione su cui intervenire velocemente. Sono costruiti, come l'angelo, attraverso l'utilizzo di lamine di rame. E il rame, in alcune parti, è alterato con patine dovute a corrosione e in altre parti da lamine protettive. Bisogna ora capire dove e su quanti strati e millimetri intervenire. La cosa curiosa è che dovremo anche eliminare alcuni materiali e piccoli interventi realizzati durante i precedenti restauri, nel 1987 e nel 1950".

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