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Gdf Udine: sequestrati centinaia di capi perfettamente contraffatti ad un friulano

Individuato dalle Fiamme Gialle un deposito nell'hinterland udinese contenente articoli non originali dei più prestigiosi marchi in commercio. Denunciato un cittadino residente a Pagnacco

La Guardia di Finanza di Udine ha individuato un deposito nell’hinterland del capoluogo friulano contenente capi d’abbigliamento con marchi di prestigio contraffatti. L’operazione di servizio ha tratto origine da un controllo sul territorio, nel corso del quale un cittadino friulano residente in Pagnacco è stato sorpreso mentre alla guida della propria auto, in prossimità di un noto centro commerciale cittadino, trasportava i prodotti contraffatti. La successiva perquisizione effettuata presso l’abitazione permetteva di rinvenire e quindi sequestrare da parte dei militari del Nucleo di Polizia Tributaria della Guardia di Finanza di Udine un vero e proprio magazzino di prodotti di abbigliamento e accessori contraffatti (giubbotti, maglie, cinture, orologi, occhiali ed accessori vari) appartenenti ai maggiori brands: “Liu Jo”, “Moncler”, “Colmar”,“Louis Vitton”, “Armani”, “Gucci”, ”Luis Vitton”, “Fendi”e “Burberry”).

Gli articoli sequestrati palesano un elevatissimo livello qualitativo di contraffazione, circostanza questa che permette di ipotizzare che fossero destinati ai canali di vendita paralleli a quelli ufficiali e comunque acquistabili da soggetti che li avrebbero utilizzati palesandoli come “prodotti autentici”. Gli articoli peraltro erano anche muniti di relative etichette - parimenti contraffatte - su cui erano posti i prezzi di vendita “allineati” a quelli dei prodotti originali. Il soggetto responsabile è stato pertanto denunciato alla Procura della Repubblica di Udine che ha convalidato gli atti di perquisizione e sequestro.

Detto risultato di servizio si inquadra nella “lotta” che la Guardia di Finanza svolge per limitare gli effetti distorsivi del fenomeno “contraffazione”, che sono molteplici e incidono su differenti interessi, pubblici e privati. La “contraffazione” provoca, infatti, un danno economico per le imprese connesso alle mancate vendite, alla riduzione del fatturato, allaperdita di immagine e di credibilità; un danno e/o un pericolo per il consumatore finale, connesso alla sicurezza intrinseca dei prodotti, in quanto viene svilita la funzione tipica del marchio, che è quella di garantire l’origine commerciale dei prodotti Tali prodotti, commercializzati peraltro tramite “filiere” di vendita nella più completa evasione fiscale, non sono sottoposte ai controlli effettuati dalle autorità competenti e non rispettano le norme minime di qualità.

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