"Dare radici all’Euroregione a partire dal nome"

Il 17 ottobre a Udine festeggiato come giorno dell'unità storica transfrontaliera. Iniziative popolari spontanee soprattutto nel ricordo del passato asburgico. Travain (Fogolâr Civic): "Sì all'Euroregione 'senza confini" ma non senza storia"

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di UdineToday

"Euregio Senza Confini.? Spettabili Autorità euroregionali, come cittadini di questo antico crocevia d'Europa non privo di un passato comune, desidereremmo un'Euroregione con una denominazione meno anonima. Vorremmo certamente un'Euroregione senza confini, però non senza memoria storica! Euregio nomen omen?". Ecco il testo della breve lettera - in italiano, tedesco e friulano - sottoscritta a Udine giovedì 17 ottobre 2013 da rappresentanze della società civile locale, presso la statua della Pace di Campoformio "che riunificò i popoli alpino-adriatici", ed indirizzata ai governatori della Carinzia (dott. Peter Kaiser), del Friuli Venezia Giulia (avv. Debora Serracchiani) e del Veneto (dott. Luca Zaia), rappresentanti delle regioni che nel novembre scorso costituirono il cosiddetto Gruppo Europeo di Cooperazione Territoriale ovvero GECT "Euregio Senza Confini r.l. - Euregio Ohne Grenzen mbH", denominazione giudicata dai firmatari come inappropriata per un organismo di cooperazione interregionale transfrontaliera teso a rafforzare i legami anche culturali tra le popolazioni contermini. L'occasione è stata fornita dalla manifestazione dal titolo "17 ottobre: il giorno dell'Euroregione" svoltasi per iniziativa del Movimento Civico Culturale Alpino-Adriatico "Fogolâr Civic" e del Circolo Universitario Friulano "Academie dal Friûl", presieduti dal prof. Alberto Travain, in accordo segnatamente con il Club UNESCO di Udine, il Coordinamento Civico Udinese "Borgo Stazione" e la comunità "Pellegrini della Vita" di don Tarcisio Bordignon, nell'anniversario degli accordi di Villa Manin (17 ottobre 2005), che avviarono il progetto di una moderna "euroregione" alpino-adriatica, e nella ricorrenza del trattato di Campoformio (17 ottobre 1797), che ricongiunse il Friuli al Sacro Romano Impero ovvero alla prima Europa unita della Storia, riunendo politicamente territori e genti tra Alpi e Adriatico divisi dal tempo delle invasioni barbariche. Dopo la firma del documento e lo spiegamento del grande tricolore civico internazionale ideato dal Fogolâr Civic ed accostante il giallo e il blu di Aquileia e dell'Europa al bianco della cittadinanza "universale" di matrice classica romana, dopo, quindi, un momento celebrativo dell'unità storica dei popoli della Mitteleuropa in Piazza Libertà, presso la citata statua della Pace di Campoformio, dono dell'imperatore Francesco I d'Austria, la manifestazione euroregionalista è proseguita, nel centro storico, presso l'antica osteria cittadina "All'Aquila Imperiale" oggi "Grappolo d'Oro", con una apprezzatissima conversazione sul tema della cultura asburgica nella memoria popolare, a cura del maestro Alfredo Orzan, che con una ricca rassegna di aneddoti raccolti tra le memorie familiari ha tratteggiato i contorni di un mondo retto da uno Stato fondamentalmente ordinato ed onesto e di una società provinciale e cosmopolita ad un tempo, istruita, civile, tollerante e gioiosa, che costituì il mito di quell'"Austria felix" tutt'altro che estinto anche nel Friuli Venezia Giulia e nel Veneto di oggi.

Torna su
UdineToday è in caricamento