Nuovi sigilli al bar '3Jolie' per vendita di alcolici a minorenni

Sequestro preventivo al locale "3Jolie" per somministrazione di bevande alcoliche a minorenni e mancanza della licenza per adibire il locale a "pista da ballo". Solo pochi mesi fa il caso di una quindicenne in coma etilico dopo aver trascorso la notte nel locale. Per il proprietario è il secondo sequestro in meno di un anno.

I sigilli sulla porta d'ingresso del 3Jolie

Per il bar "3Jolie" di  via Marco Volpe è scattato il secondo sequestro. Il primo, in data 26 aprile 2013, era avvenuto al suo locale gemello, all'epoca in via Manin, durante il caso 'movida' per disturbo della quiete pubblica.

Ieri, alle 19.30 circa, alla vigilia di un nuovo fine settimana all'insegna del divertimento, come disposto dal gip Daniele Faleschini Barnaba, su richiesta del pm Viviana Del Tedesco Barnaba della Procura della Repubblica, il locale ha ricevuto il secondo "cartellino rosso". Gli agenti della polizia municipale e della Questura si sono presentati davanti al titolare, Luis Herrera Sandoval, con il decreto di sequestro penale preventivo. Il motivo? L'esercizio somministrava bevande alcoliche a minorenni e non risulterebbe in possesso della licenza per adibire il locale a “pista da ballo”, come invece frequentemente avveniva. Licenza, quest'ultima, che necessita l'ottemperanza di una serie di normative e adeguamenti soprattutto in materia di sicurezza e  che il locale, registrato come pizzeria, non possedeva.

Le indagini della polizia sono partite lo scorso dicembre quando, nella notte tra il 14 e il 15, una ragazza di 15 anni era finita in coma etilico dopo aver trascorso la serata nel locale. Un  secondo caso, più o meno analogo, si è ripetuto anche poche settimane fa, sempre con protagonista una ragazza quindicenne. Da questi episodi è scaturita l’accusa, a carico del titolare, di somministrazione di alcolici a minori e di lesioni personali colpose, legate agli effetti dell’alcool sulla ragazzina. Molti avventori, inoltre, hanno confermato come spesso gli 'shot' o i 'chupito' da 1 euro l’uno venissero venduti anche ai minorenni, senza il preventivo controllo dei documenti. Ai pendenti già citati si somma l'accusa di somministrazione di alcolici a persone già ubriache e di minaccia a pubblico ufficiale per un episodio accaduto a febbraio durante un controllo degli agenti nel locale.