«Tutelare i transfrontalieri», l'appello dei sindacati italiani e sloveni

Treu (Csir):“Necessario tornare a garantire la mobilità e riconoscere l’accesso alle misure straordinarie"

L'emergenza coronavirus ha creato non pochi disagi anche ai transfrontalieri, che ogni giorno passano il confine con la vicina Slovenia. A chiedere maggiori tutele per questo gruppo, i sindacati italiani e sloveni.

Le richieste

Quali le richieste dei sindacati? "Il pieno riconoscimento della legittimità di spostarsi da un paese all’altro, l’accesso agli interventi straordinari messi in campo nel Paese dove si lavora, a parità di condizione con cittadini e residenti, come previsto dai regolamenti comunitari, il riconoscimento del certificato di inabilità al lavoro rilasciato dal medico di famiglia del paese di residenza, ai fini dell'ottenimento dell'equiparazione della quarantena o dell'auto-isolamento obbligatorio alla malattia nel paese di lavoro. Sono le più importanti e urgenti tra le misure sollecitate dal Consiglio sindacale interregionale Friuli Venezia Giulia-Slovenia nei confronti dei rispettivi Governi, a tutela delle migliaia di frontalieri della nostra area, attualmente impossibilitati a varcare il confine per effetto delle misure di contenimento messe in atto dai due Paesi".

La crisi

"L’impatto delle misure – dichiara il presidente del Csir Roberto Treu, anche a nome di Cgil, Cisl e Uil del Fvg e dei sindacati sloveni, Zsss e Ks 90 – è particolarmente pesante sui lavoratori coinvolti e sui settori dove sono maggiormente impiegati, in primis l’assistenza alle persone e alle famiglie, le costruzioni, il trasporto, il commercio-turismo e l’agricoltura. Particolarmente acuti sono i riflessi nei settori dell’assistenza alle persone anziane e non autosufficienti, in un momento nel quale più è sentita l’esigenza di servizi loro dedicati".

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Consentire la mobilità

Il Csir, quindi, chiede con urgenza che i governi italiano e sloveno "garantiscano una specifica attenzione per consentire la mobilità dei lavoratori frontalieri, pur all’interno di procedure che garantiscano la sicurezza, come del resto già avvenuto, anche se parzialmente, con l'apertura di alcuni valichi secondari per il settore agricolo". In linea con i principi comunitari, "da garantire anche in questa particolare situazione", il Csir "sta operando a tutti i livelli, sia nell’assistenza individuale che nei confronti dei Governi e dei Parlamenti di Italia e Slovenia, assieme ai sindacati nazionali, al fine di ottenere provvedimenti coerenti ed efficaci". Una richiesta che nei prossimi giorni il Comitato conta di avanzare anche nei confronti del console sloveno a Trieste, cui ha chiesto un incontro urgente.

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