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Sabato, 4 Febbraio 2023
Cronaca

Primo anno di attività del nucleo carabinieri per la Tutela del Patrimonio Culturale di Udine

Tra le operazioni più significative c'è il recupero della pietra tombale della famiglia udinese dei Cernazai

Il Nucleo Carabinieri per la Tutela del Patrimonio Culturale di Udine, istituito il 6 luglio del 2016, è un’articolazione territoriale del Comando carabinieri Tutela Patrimonio Culturale di Roma ed ha competenza sulle regioni “Friuli Venezia Giulia” e “Trentino Alto Adige”. 
Lo speciale reparto svolge indagini di polizia giudiziaria perseguendo le violazioni di legge in materia di patrimonio culturale poste in essere da singoli individui o da organizzazioni criminali. In particolare, conduce attività a contrasto di scavi clandestini presso siti archeologici, furti e ricettazioni di opere d'arte e relativo commercio illegale, danneggiamenti in danno di monumenti ed aree archeologiche. Di diretta competenza anche la repressione delle esportazioni illegali di beni culturali, falsificazioni di oggetti d'antichità e di altre opere di pittura, grafica, scultura, di operazioni di riciclaggio condotte tramite il reinvestimento dei proventi dei traffici illeciti di beni culturali, nonché di reati in danno del paesaggio.

Il Nucleo Carabinieri Tpc non esaurisce i propri compiti nell’attività di polizia giudiziaria: esso esercita infatti una costante attività di controllo e rilevazione in occasione di mostre, fiere, aste nonché nei confronti di antiquari, rigattieri, restauratori e mercanti d'arte ed è in stretto contatto con le Diocesi per la tutela del patrimonio culturale ecclesiastico. Contribuisce inoltre ad implementare il livello di sicurezza attiva e passiva delle strutture museali in stretta e diretta collaborazione con i direttori ed i responsabili della sicurezza dei musei presenti nel territorio di competenza.

Tra le operazioni più significative condotte dal Nucleo Carabinieri per la Tutela del Patrimonio Culturale di Udine è degna di nota quella che ha portato al recupero della pietra tombale della famiglia udinese dei Cernazai. Il manufatto era stato rubato alla fine degli anni sessanta nella chiesa di San Cristoforo Martire – che si trova in città, tra vicolo Caiselli, vicolo Sillio, via Palladio e l’omonima piazza – durante lavori di ristrutturazione. E poco tempo fa, dopo oltre cinquant’anni, è stato rinvenuto dai militari operanti in una zona di campagna delimitata da una recinzione. 

Di assoluto pregio artistico anche i 13 manufatti in materiale fittile, di provenienza dauna (Puglia settentrionale), riconducibili a contesti sepolcrali risalenti al periodo compreso tra il VII ed il IV sec a.C., rinvenuti e sequestrati in un’abitazione privata a Tricesimo, del valore commerciale di 50.000 euro.

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