Nomadi acquistarono casa coi proventi di una truffa: apposti i sigilli

Vittima della vicenda un cittadino sloveno, al quale sono stati sottratti con l'inganno 300 mila euro, usati successivamente per pagare l'immobile

Acquistarono una villetta e un capannone con 300 mila euro, e la somma è risultata provento di truffa. Per questa ragione, quando la magistratura ha scoperto il caso, ha disposto l'apposizione dei sigilli. L'operazione è stata compiuta dalla Squadra mobile di Udine e dalla polizia locale di Povoletto. La villetta era abitata da una famiglia di etnia nomade, composta da padre, madre e due bambini, oltre ai genitori di lui. Tutti quanti, tranne i minorenni, indagati per truffa e riciclaggio.

Secondo l'accusa l'uomo, di 26 anni, tra dicembre 2010 e gennaio 2011 avrebbe raggirato un cittadino sloveno con la complicità dei genitori, convincendolo a consegnargli 300 mila euro in contanti con la prospettiva di un buon affare. I soldi sarebbero stati poi utilizzati dalla compagna per acquistare gli immobili. La donna è stata nominata custode dei beni con facoltà di utilizzo della casa per tutelare i due figli minorenni, di 2 e 7 anni. Gli altri componenti della famiglia sono stati allontanati dall'abitazione.

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