Documenti falsi per i finanziamenti: truffa a 6 concessionarie friulane

Smantellata un'organizzazione di dieci persone con sede nella zona di Napoli. Coinvolte anche altre concessionarie d'automobili nel resto d'Italia

Un’organizzazione criminale, di stanza in Campania, dedita alla commissione di truffe in danno di concessionarie di autoveicoli e di società finanziarie, il tutto con l’ausilio di falsa documentazione identificativa come carte d’identità, tessere sanitarie e buste paga. 

La scoperta è stata fatta dalla Polstrada di Amaro. L’input è stato dato da una segnalazione pervenuta da parte di una società finanziaria, in merito ad un tentativo di truffa posta in essere da alcuni soggetti alla concessionaria auto “Michelutti S.r.l.” di Gemona. E’ stato così individuato un sodalizio criminale di origine napoletana, dedito al compimento di azioni delittuose nelle zone di Udine, Gorizia, Pordenone e Trieste e Centro Italia. La ricostruzione investigativa ha permesso di stabilire che le azioni delittuose si sono consumate tra il mese di ottobre 2011 ed il mese di settembre 2012. 

IL METODO. I membri dell’organizzazione, fornendo documenti d’identità, tessere sanitarie e buste paga falsi, traevano in inganno i singoli venditori delle concessionarie di automobili, dove richiedevano un prestito, per l’intero valore del mezzo, con le società finanziarie che venivano di volta in volta proposte. Quando la pratica di finanziamento veniva accolta, dopo qualche giorno, previo bonifico da parte della finanziaria, il veicolo veniva immatricolato e consegnato al “truffatore”; le autovetture indebitamente ritirate, venivano successivamente rimesse su mercato attraverso compiacenti autosaloni di Napoli, oppure tramite una concessionaria auto della Provincia di Firenze. Un altro canale di vendita era rappresentato da siti web che trattano la compravendita di questa tipologia di “articolo”. Altra soluzione la  radiazione dalla circolazione italiana, per poi essere rimesse sul mercato tedesco. I nominativi cui è intestata la falsa documentazione, sono di fatto cittadini italiani realmente esistenti, con la particolarità che tutti risultano essere assessori o consiglieri nell’ambito delle rispettive amministrazioni comunali sparse in tutta Italia. Per quanto concerne le buste paga falsificate non risultavano destare particolare sospetto, poiché emesse da enti pubblici come aziende ospedaliere, o da società commerciali conosciute. 

LE VETTURE. Le autovetture acquistate sono da considerarsi della categoria “utilitarie”, comunque di importo inferiore ai 15.000 euro circa, perciò completamente finanziabili e facilmente “rivendibili”. Gli autori del reato trattavano preferibilmente, solo autovetture in “pronta consegna”, definendo possibilmente, la pratica nello stesso giorno di presentazione. La stipula del contratto è sempre stata fatta a nome di una singola persona, tranne in un singolo episodio, dove è subentrata in qualità di coobbligato del finanziamento un altra persona. 

IN FRIULI. Sono stati appurati una trentina di episodi di questo genere alcuni dei quali hanno interessato diverse concessionarie d’auto della provincia di Udine: “Michelutti S.r.l.” di Gemona del Friuli, “Mittelcar S.r.l.” di Cassacco, “Automania Italia S.r.l.” di Buja, la “Autostar S.p.a.” di Tavagnacco, “Pronto Auto S.r.l.” di Tarcento e “Lepore S.r.l.” di Gemona. 

IL RESTO D’ITALIA. Individuate altre concessionarie dislocate sul territorio nazionale, localizzate nelle province di Savona, Imperia,Ferrara, Bologna, Chieti, Parma, e altre ancora. L’attività investigativa, condotta dalla sottosezione Polizia Stradale di Amaro comandata dall’ispettore capo Sandro Bortolotti, unitamente alla sezione di Polizia giudiziaria della Procura della Repubblica di Napoli, si è concretizzata con la richiesta di dieci misure coericitive personali, peraltro tutte concesse dal gip del Tribunale di Napoli. 

All’appello manca una persona, ideatore e vertice dell’organizzazione criminale, il quale si è reso irrintracciabile, ed tutt’ora ricercato dalle Fiamme oro. 

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