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Trieste conquista i viaggiatori internazionali grazie a sport, enogastronomia, arte e cultura

Dopo il successo della Corsa della Bora, la città sta già pensando alle iniziative del futuro per promuovere il territorio e le sue ricchezze

Ad un mese dalla Corsa della Bora, kermesse sportiva che nell'ultima edizione ha visto triplicare il numero delle presenze internazionali, è tempo di bilanci per Trieste. La gara, grazie alle presenze negli alberghi e nei ristoranti del territorio, ha dato una forte spinta al turismo fuori stagione.

Le partnership

Trieste sta vivendo una nuova primavera, una rinascita economica, culturale e intellettuale sostenuta e vissuta con entusiasmo e con nuove idee e concetti innovativi di turismo sostenibile. “La posizione strategica di Trieste, la sua popolarità con i turisti e in particolare quelli di lingua tedesca e il periodo in cui si svolge la Corsa della Bora, fanno si che il nostro evento completi l’esperienza enogastronomica e sportiva su un panorama Europeo, offrendo delle opportunità uniche alla nostra città”, dichiara Tommaso de Mottoni, presidente di ASD Sentierouno. In questo contesto, ASD SentieroUNO punta tutto su una forte partnership con i maggiori eventi in Toscana, Lombardia, Piemonte e sulle Dolomiti, regioni che a oggi vedono il turismo attivo ed enogastronomico da tutta Europa avere un ruolo di primario interesse.

Iniziative future

E dai bilanci, alle iniziative del futuro. Già da questi giorni l’associazione è impegnata in un fitto calendario di appuntamenti volti a promuovere la città di Trieste e il suo Carso sulle maggiori piazze internazionali, partendo dai maggiori appuntamenti sportivi di Corsa in Montagna a Cortina d’Ampezzo e Chamonix, per non parlare dei principali appuntamenti europei nelle città di Milano, Firenze, Berlino, Monaco e Venezia. Dal progetto della “Maratona 4.0” o “Urban Eco Marathon” parte oggi ufficialmente il programma che non solo vuole portare Trieste a essere il laboratorio per testare l’evoluzione del concetto di maratona, ma anche confermando la tradizione di Trieste come punto di incontro di correnti di pensiero e naturale culla di sviluppo di nuove idee. “Un’evoluzione verso il futuro – continua de Mottoni - che consente di tornare alle origini della Maratona stessa. Ci si ispira al passato, a quello più autentico, ovvero all’origine della Maratona: una corsa di 42 km da Maratona ad Atene, su un tracciato dapprima in salita e poi in graduale discesa su un terreno scorrevole ma certo non asfaltato”.

A Trieste ritorna la Maratona

Con questo spirito, torna a Trieste la Maratona, con un tracciato che vuole richiamarsi alla tradizione più pura di questa distanza classica, nel kilometraggio, nella distribuzione dell’ascesa e nella tipologia di terreno, ma anche seguendo l’idea di percorrere una linea tra una Città e un piccolo centro sulla costa. La Trieste Urban Eco Marathon è, infatti, una gara che con uno sguardo al passato e alla tradizione che si vuole proiettare nel futuro, non solo per le caratteristiche tecniche del tracciato, ma anche per l’esperienza che offre: una vista incredibile lungo un percorso non aperto al traffico e nel massimo rispetto dell’ambiente e della natura. Su questo concetto innovativo si innesta un ben più ampio progetto di promozione della città con partnership con i più importanti eventi di corsa in montagna sulla distanza dei 42 km nelle destinazioni più amate per l’enogastronomia e la bellezza dell’ambiente. “Stiamo sostenendo uno sforzo unico per sostenere la fortissima spinta riscontrata verso un turismo di qualità a Trieste in questi anni e per consolidare la posizione di massimo interesse per la nostra città come meta turistica, soprattutto fuori stagione. Trieste, infatti, per le sue attrattive culturali, climatiche e di enogastronomia del suo entroterra, rappresenta anche la meta ideale per un break invernale che non sia limitato alle piste da sci”.

Tutte le tappe

Il nuovo tracciato prevede una partenza dal centro di Trieste, con alle spalle, dall’altra parte del golfo, la linea d’arrivo della gara. Si attraverserà la città toccando i punti più suggestivi per imboccare poi la vecchia ferrovia austroungarica, oggi divenuta una delle piste ciclabili più panoramiche e suggestive d’Italia. Un modo per valorizzare tutta la città dando il minimo impatto ambientale e riducendo a zero il disagio per la popolazione. “Il nuovo concetto di evento sportivo deve puntare sulla massima vivibilità della città, alternandone al minimo le dinamiche e valorizzando il più possibile l’infrastruttura pedonale, ciclabile e di trasporto pubblico”. Dal rione di San Giacomo, con una morbida e graduale salita, si giunge sull’altopiano Carsico e lo si percorre in tutta la sua lunghezza, accarezzando le colline che si affacciano sul blu intenso del golfo di Trieste. Un percorso che corre parallelamente alle gare di trail da 164, 80, 57 e 21 km scegliendo una strada più veloce e sentieri dove è sempre possibile allungare il passo e sorpassare. “Un’esperienza in pieno spirito S1 - conclude de Mottoni - ma guardando alla competizione e al gesto atletico e consentendo anche a chi corre su strada di trovare un terreno agevole e dove dare il massimo”.

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