Rubano la bici della mamma, tredicenne la ritrova dopo un'ora e la recupera da solo

Trafugata nella notte dal garage di un'abitazione, la bicicletta è stata ritrovata in mattinata dal ragazzino che, aiutato da un amico e da due adulti, è riuscito a riappropriarsene

Paola Lerussi in sella alla sua bicicletta

Lei, avvocatessa udinese quarantenne sempre molto attenta all'ambiente e alla salute, non perde occasione per girare la città in sella alla sua bicicletta. Lui, il primogenito della donna, è stato cresciuto secondo i valori del rispetto e dell'autonomia. Insomma, una famiglia dove il senso civico non manca proprio. Ed è proprio a loro che un ignoto ha deciso, nel cuore di ieri notte, di portare via le biciclette non sapendo a cosa andava incontro. 

La scoperta

«Come ogni mattina ho aperto il garage per prendere la mia bicicletta e partire verso i miei appuntamenti della giornata - ci racconta Paola Lerussi, udinese residente in via Pradamano - ma una volta entrata ho scoperto che la rimessa era completamente a soqquadro e che qualcuno aveva portato via la mia bici e quella di mio figlio». Avendo la giornata piena, la donna non si è persa d'animo e a suo malincuore e piena di dispiacere per la perdita di una bicicletta a cui era molto affezionata, avendola ricevuta in regalo lo scorso Natale, ha dovuto usare l'auto per portare a scuola il figlio più piccolo e rispettare gli impegni lavorativi. «Matteo, il grande, non aveva invece scuola e quindi è rimasto a casa».

Il ritrovamento

Saputo dell'accaduto, il ragazzo si è incamminato per il quartiere insieme a un amico. Gli ci sono volute poche centinaia di metri per identificare la bici così riconoscibile di sua mamma. Bianca e rossa, dalle linee vintage e con le cassette di legno al posto del porta pacchi... il ladro non solo non ha fatto molta strada, ma non ha pensato nemmeno di occultare il suo bottino, esposto in bella vista sul marciapiede. I ragazzi, infatti, hanno notato la bicicletta appoggiata fuori dal bar Manhattan di viale Palmanova, dove l'uomo di era fermato per "festeggiare" la refurtiva con un bicchiere. Giusto qualche istante per mettere a punto il piano, e il tredicenne è riuscito a riprendersi il maltolto. «Sono orgogliosa del mio ragazzo che, seppur con un po' di timore, non si è fatto prendere dal panico e facendosi aiutare dal suo amico e da alcuni adulti presenti al bar, ha recuperato la bicicletta chiamando anche in autonomia i carabinieri».

Il recupero della bici

Per prima cosa il ragazzo ha chiesto all'amico di spostare la bicicletta, nascondendola in un posto sicuro e sorvegliandola facendo il palo. Poi si è rivolto alla barista spiegandole la situazione e chiamando i carabinieri per denunciare il fatto. Solo una volta parlato con i militari dlel'Arma, il tredicenne ha telefonato alla madre che lo ha raggiunto sul posto. Prima che i militari dell'Arma potessero giungere sul posto, però, un uomo identificato dagli avventori come la persona arrivata al bar in sella alla bici, è stato visto allontanarsi dalla zona facendo perdere le sue tracce. Una volta arrivati in viale Palmanova, i carabinieri hanno provveduto ad accertarsi che l'inconfondibile mezzo fosse proprio quello della Lerussi che, armata di foto e descrizioni dettagliatissime, è riuscita a recuperare l'amato velocipede

I complimenti dei carabinieri

Passata l'emozione di un risveglio così travagliato, dal dispiacere di aver perso una bici all'eccitazione di averla presto ritrovata, passando per la paura delle conseguenze di aver a che fare con un ladro, il giovane Matteo è stato riempito di complimenti dai militari dell'Arma e dalla sua mamma estremamente orgogliosa. «I carabinieri gli hanno detto che è stato bravissimo, che ha avuto sangue freddo nel fare le cose giuste, chiedendo aiuto agli adulti e chiamando subito il 112. Per quel che mi riguarda, sono contenta che mio figlio abbia dimostrato autonomia nel gestire questa situazione, dimostrando che i giovani d'oggi non sono, come spesso si sente ripetere, dei bamboccioni fannulloni, ma anche da ragazzini sanno comme comportarsi e sanno assumersi le proprie responsabilità». Una piccola storia a lieto fine che, ancora una volta ci insegna qualcosa sui ragazzi di oggi!

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