Cisterne cariche di gasolio senza nessuna segnalazione, in caso di incidente una bomba pronta a espoldere

Due autocisterne sono state bloccate da Guardia di finanza e Polizia stradale. Arrestati i conducenti. Trasportavano illegalmente oltre 65 mila litri di carburante

Hanno introdotto in Italia 65 mila 517 litri di gasolio facendolo passare come olio lubrificante, evadendo Iva e accise (6 mila e 500 euro circa). Per questo motivo due soggetti sono stati arrestati in flagranza di reato dalla Guardia di finanza di Udine. Sequestrate anche le due autocisterne usate per il trasporto del carburante. Il gip del Tribunale di Udine ha convalidato gli arresti, applicando a entrambi i trasportatori la misura della custodia cautelare in carcere. Al fine di occultare il carico di gasolio, le due autocisterne viaggiavano prive dei previsti pannelli arancioni e delle etichette che identificano il trasporto di merci pericolose (il così detto regime di trasporto “ADR”), come se si trattasse di un comune carico.

Pericolo

L’assenza di indicazioni di pericolo e la falsità della documentazione di trasporto esibita avrebbe potuto avere gravi conseguenze in caso di incidente (si pensi alla recente esplosione della cisterna di prodotti infiammabili avvenuta nelle autostrade bolognesi). Per queste ragioni sono previste pesanti sanzioni economiche oltre alla sospensione della patente nelle ipotesi più gravi.  Infatti, le informazioni di pericolo da apporre esternamente ai veicoli sono indispensabili in caso di sinistro stradale, al fine di permettere ai soccorritori di avere contezza certa della natura del carico, della sua pericolosità e di approcciare gli interventi con le modalità più corrette, salvaguardando persone e cose. 

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Multa

Ben oltre i 15 mila euro le sanzioni amministrative applicate dagli operatori della Polizia stradale agli autotrasportatori, ritirate le due patenti di guida e le carte di circolazione dei veicoli condotti, sottoposti a fermo amministrativo per tre mesi. I numerosi controlli effettuati lungo le principali arterie viarie della provincia di Udine, con particolare riferimento alle tratte di competenza dell’Autostrada A4 (Torino-Trieste) e dell’intera A23 (Palmanova-Tarvisio), nei confronti delle autocisterne provenienti da oltre confine e dirette in Italia, hanno riguardato complessivamente un centinaio di veicoli. 

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