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Provincia di Udine: inizia lo smantellamento ma "aumenteranno i costi"

Un centinaio di dipendenti dell'area servizio lavoro passerà in capo alla Regione per il primo trasferimento di competenze stabilito dalla legge 26/2014. Fontanini: "Nessun cambiamento sostanziale nell'attività. Bensì nella spesa pubblica che aumenterà per gli adeguamenti contrattuali"

Sono un centinaio i dipendenti della Provincia di Udine afferenti all’area del servizio lavoro (centri per l’impiego e uffici centrali) che dal 1° luglio passerà in capo alla Regione. Si tratta del primo trasferimento di competenze dalla Provincia alla Regione stabilito dalla legge 26/2014, passaggio dal sapore amaro in quanto riguarda una tra le competenze più significative per l’ente, insieme all’edilizia scolastica e alla gestione della viabilità. L’iter prevede la predisposizione di un “piano di subentro” in cui viene fotografata la situazione del servizio lavoro (risorse umane impiegate, dati patrimoniali e finanziari, procedimenti amministrativi in corso, rapporti giuridici attivi e passivi, eventuali contenziosi in essere). Il documento sarà all’esame del Consiglio provinciale di lunedì prossimo, 15 giugno (inizio alle 9.30).

Dal punto di vista logistico e dell’attività svolta dal personale non ci saranno cambiamenti sostanziali nemmeno, forse, nelle loro postazioni operative – commenta il presiedente Pietro Fontanini -. Con grande probabilità e proprio per salvaguardare la continuità dei servizi offerti, gli operatori dei centri per l’impiego continueranno a lavorare in quelle sedi, idem i funzionari degli uffici centrali (ferme restando le eventuali modifiche che la Regione intenderà varare). La Regione subentrerà nei contratti e nelle convenzioni in essere che riguardano la gestione degli edifici periferici in cui sono operativi i centri per l’impiego. La Provincia di Udine cederà alla Regione la proprietà del secondo piano dell’immobile di via della Prefettura dove sono collocati gli uffici centrali del lavoro che si occupano di politiche attive/passive dell’occupazione”. Il trasferimento della funzione lavoro dalla Provincia di Udine alla Regione, ancorchè complessa dal punto di vista gestionale e organizzativo tanto da rendere necessarie frequenti riunioni operative tra i funzionari dei due enti, non porterà quindi con sé modifiche evidenti agli occhi dell’utenza;si tratta di un passaggio che ci auguriamo avvenga senza disagi per i cittadini – aggiunge Fontanini - visto che si colloca in una fase occupazionale dove strutture come i centri per l’impiego devono garantire piena operatività”. Se non vi saranno significativi cambiamenti sul fronte logistico-organizzativo, non mancheranno spiacevoli sorprese, secondo Fontanini, sul versante della spesa pubblica che lieviterà sensibilmente.

“Agli ex dipendenti della Provincia sarà garantito l’inquadramento economico del personale della Regione – precisa il presidente - con relativi benefit come ad esempio la quattordicesima e solo due rientri pomeridiani. L’adeguamento retributivo è una buona notizia per il nostro personale che non deve essere bersaglio delle critiche che i cittadini legittimamente esprimeranno quando i numeri confermeranno l’aumento della spesa prodotto da questa riforma. Le lamentele – aggiunge Fontanini - dovranno essere rivolte alla maggioranza regionale che ha varato una riforma malgrado siano stati prodotti studi (quello della Cgia di Mestre commissionato dall’Upi Fvg a esempio), fatti confronti e analisi in cui è stato dimostrato, dati alla mano, che economicamente porterà maggiori costi, l’accentramento di poteri in mano alla Regione, maggiore burocrazia e rallentamenti operativi”.

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